Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?.

SUICIDI DI STATO

SUICIDI DI STATO.

Straordinario Cornaglia – San Caimano Martire

CARLO CORNAGLIA – San Caimano martire

ccornaglia

Delinquente per sentenza,

colleziona Sua Indecenza

un processo dopo l’altro,

ma poiché è piuttosto scaltro,

più che scaltro, anzi, pirata,

fino a adesso l’ha sfangata.

Ora spunta De Gregorio,

senatore migratorio,

che di corruzion lo accusa:

“Tre milion chi li ricusa

per saltar da Prodi a qua?”

Fu l’Azione Libertà

che travolse Mortadella

col concorso di Mastella,

la cui moglie andò in galera,

di Lamberto, di Scalera,

di Pallaro, l’argentino.

Perché far tanto casino?

Chi non lo sapeva già?

Chi si scorda che Saccà

arruolava le attricette,

le showgirl e le soubrette

partner dei parlamentari

da comprar, non coi denari,

ma col sì di una fanciulla?

Razzi non ricorda nulla?

E nemmeno Scilipoti?

Silvio nel comprare i voti

fu il campione del Paese

fin da quando in campo scese

ancor giovane ed arzillo.

Nel novantaquattro un Grillo,

guarda i casi della vita,

lo aiutò con la sua uscita

dal Senato al tempo giusto.

Se ne può provar disgusto,

ma i suoi modi sono quelli:

come compra Balotelli

Silvio compra i senatori,

come paga per gli amori

così paga i deputati.

Ahimè, sol per gli sbadati

queste sono novità.

Ora che succederà?

Tutti in piazza il ventitré:

malfattor, gnocche,lacchè,

pronti a fare un grande sabba

nel qual il caiman Barabba

abbia, come per incanto,

l’onor d’esser fatto santo.

Silvio, il santo che protegge

incalliti fuorilegge.

Carlo Cornaglia

(5 marzo 2013)

(MicroMega)

Berlusconi via dal Parlamento! Ecco la petizione per “cacciare” il “Caimano”

Ecco la petizione pubblicata da MicroMega per cacciare Berlusconi dal Parlamento: “Una legge sul conflitto di interessi, che rende Berlusconi ineleggibile, esiste già…”

Mentre il “caso De Gregorio (inchiesta sui “voti di scambio”) porta a Silvio Berlusconil’ennesimo avviso di garanzia, e mentre lo stesso Berlusconi è chiamato a presentarsi in tribunale nelle prossime settimane anche per i processi Unipol e Ruby, prende vita online unapetizione per cacciare l’ex Premier dal Parlamento. Principali promotori alcuni tra i nomi più risonanti della cultura italiana.

La petizione pubblicata online da MicroMega si apre così: 

Una legge sul conflitto di interessi, che rende Berlusconi ineleggibile, esiste già. Vittorio Cimiotta, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Margherita Hack, Franca Rame, Barbara Spinelli chiedono al nuovo Parlamento che venga finalmente applicata, e Berlusconi non avrà più nessuna immunità di impunità.

La legge che impedirebbe l’eleggibilità di Silvio Berlusconi dunque esisterebbe già, e già violata in più di una circostanza, anche nella formazione del nuovo Parlamento “rischia” (è certo) di… “non essere presa in considerazione” – diciamo così -.

Questo il testo della petizione e a fondo post il link per firmarla:

Berlusconi non era e non è eleggibile. Lo stabilisce la legge 361 del 1957, che è stata sistematicamente violata dalla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati. Nel 1994 (maggioranza di centro-destra) e nel 1996 (maggioranza di centro-sinistra, primo governo Prodi), un comitato animato da Vittorio Cimiotta (“Giustizia e libertà”) e composto da Roberto Borrello, Giuseppe Bozzi, Paolo Flores d’Arcais, Alessandro Galante Garrone, Ettore Gallo, Antonio Giolitti, Paolo Sylos Labini, Vito Laterza, Enzo Marzo, Alessandro Pizzorusso, Aldo Visalberghi, e sostenuto da una campagna stampa del settimanale “l’Espresso”, organizza i ricorsi dei cittadini elettori, ricorsi che vengono respinti dalla Giunta delle elezioni della Camera (con l’unico voto in dissenso dell’on. Luigi Saraceni, che il centro-sinistra non confermerà nella Giunta del 1996) con la motivazione che l’articolo 10 comma 1 della legge dichiara in effetti che non sono eleggibili “coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica”, ma che “l’inciso ‘in proprio’ doveva intendersi ‘in nome proprio’, e quindi non applicabile all’on. Berlusconi, atteso che questi non era titolare di concessioni televisive in nome proprio”. 

Palese interpretazione da azzeccagarbugli, poiché come scrisse il presidente emerito della Corte Costituzionale Ettore Gallo “ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”. Tanto è vero che la “legge Mammì” del 6 agosto 1990, n° 223 sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato stabiliva all’art. 12 il “Registro nazionale delle imprese radiotelevisive” e all’art. 17 comma 2 precisava che “qualora i concessionari privati siano costituiti in forma di società per azioni ecc. … la maggioranza delle azioni aventi diritto di voto e delle quote devono essere intestate a persone fisiche, o a società ecc. … purché siano comunque individuabili le persone fisiche che detengono o controllano le azioni aventi diritto al voto”. 

MicroMega decide perciò di riprendere quella battaglia di legalità ormai ventennale attraverso due iniziative: un appello di un gruppo di personalità della società civile, sui cui raccogliere on line le adesioni di tutti i cittadini (con l’obiettivo di migliaia e migliaia di firme), e il fac-simile del ricorso, che potrà essere attivato da ogni elettore del collegio senatoriale per il quale opterà Berlusconi. Nell’ultimo giorno valido (20 giorni a partire dalla proclamazione degli eletti), MicroMega organizzerà la consegna di massa dei ricorsi alla Presidenza e alla Giunta delle elezioni del Senato.  

FIRMA QUI LA PETIZIONE

 

ANCORA UNA VOLTA GLI STATI UNITI D’AMERICA INFLUISCONO PESANTEMENTE NELLA VITA DI UN INTERO STATO SOVRANO!!!

De Gregorio non approfondisce e su cui i verbali della procura di Napoli sono pieni di omissis, ed è il ruolo degli americani. Il senatore ripete più volte di essere molto vicino agli americani e alla Cia, e nell’interrogatorio ha raccontato di incontri con l’allora ambasciatore USA in Italia Spogli e “del mio intervento con gli americani per mandare a casa Prodi”. Gli USA, pare di capire, erano preoccupati che il governo di centrosinistra non confermasse la missione in Afghanistan, da qui le pressioni sull’amico De Gregorio.

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