Un essere che vive sulla pelle degli altri non si smentisce mai:Antonio Razzi (IDV – PDL)

RazziAntonio Razzi: Quando l’Italia e il mondo intero ha avuto il dispiacere di guardare il video, ripreso a sua insaputa, ed ascoltare le sue parole che certo non fanno onore ad un “rappresentante” del Popolo Italiano ( -l’essere si dichiarava fortunato di non essere stato “inculato” dalle tempistiche della tornata elettorale giusto per dieci giorni, altrimenti avrebbe perso la pensione – ) ha avuto un sussulto di disgusto, di ribrezzo. Questa è stata la preoccupazione principale dell’abruzzese Antonio Razzi fino a qualche tempo fa, ma ora le preoccupazioni che affollano ed affolleranno per lunghi periodi (visti i tempi della giustizia italiana) il suo microcefalo sono ben altre: indagato dalla Magistratura per una serie di reati legati alla compravendita di senatori perpetrata dal cavalier Berluska ai danni dell’allora premierino Prodi.

Eppure, nonostante tutto, noi “buoni coglioni italiani continuiamo a strapagare Antonio Razzi!

Video ipocrisia e video rivelatore: la doppia faccia di Antonio Razzi! http://youtu.be/0aiNbGFmoR8

Complimenti!

ilPrisco

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?.

Bimba esclusa dalla mensa… Niente soldi per pagare la rerra! Una studentessa lo fa a posto delle istituzioni (di merda)

Oggi cliccando qua e la su twitter, nell’aria tiepida del primo pomeriggio tarantino, la mia attenzione è stata attirata dal twitt di un mio following @CesareOrtis .
Nel suo twitt si lamentava aspramente a lettere maiuscole dicendo:”MA CHE PAESE SIAMO DIVENTATI?” e di seguito invitava con enfasi di leggere l’articolo del link.
Leggo, mentre, da solo mangio un piatto di spaghetti con le cozze (cosa vuoi mangiare di meglio?) guardando il Mar Piccolo e il vecchio e grigio incrociatore della marina militare che dondola pigro tra basse onde di un mare inquinato.
Leggo l’articolo e in un istante tutto diventa grigio e disgustoso: il cielo terso e azzurro s’annuvola, il mare diviene grigio blu, il vento si raffredda e diventa tagliente… persino gli spaghetti, superbi fino a quel momento, diventano insapore e appiccicosi!
Una bambinetta in età d’asilo è messa da parte dagli inservienti di una mensa scolastica perché i genitori non possono pagare la retta mensile! Lei piccola, indifesa e del tutto dipendente dagli adulti che hanno già distrutto il mondo che lei dovrà vivere e che hanno sperperato tutto ciò che a lei e ai suoi figli e nipoti sarebbe servito per vivere, lei, dicevo messa in un cantuccio distante dagli altri bambini che “possono” mangiare! @CesareOrtis si chiede “che paese siamo diventati?” Uno dei peggiori, dico io. Quale vergogna, quale umiliazione per chi ha ancora un cuore ben localizzato nel torace?
Leggo ancora e scopro che una studentessa universitaria sarda e fuori sede, legge la notizia, si intristisce, poi si indigna e poi decide, nell’anonimato di pagare la retta della mensa alla bambina, che già presenta chiari segni di denutrizione.
Che paese siamo diventati?
Allontaniamo una bambina dell’asilo dalla mensa e facciamo in modo che la sua salute ne risenta (l’ha detto il medico, non io) e che i suoi piccoli compagni la deridano, la emarginino e facciamo in modo che lei si senta emarginata e colpevole perché lei… Lei non può mangiare come gli altri bambini.
Che paese siamo diventati se tutti noi abbiamo permesso e continuiamo a permettere che accada tutto ciò?
Non voglio, in questo momento, scrivere cosa penso di quegli “esseri” ignobili che continuano a litigare per le loro maledette poltrone a Roma… Non posso farlo, finirei in galera e anche io ho una figlia da far crescere, ma il mio disgusto è talmente tanto da spingermi all’odio più profondo verso chi ha fatto in modo che tutto ciò accadesse e si perpetuasse nel tempo.
Qui di seguito potrete leggere l’articolo pubblicato dal “Quotidiano.com” che potrà darvi tutte le tristi sfumature di questa triste storia.
Un ringraziamento a Cesare Ortis che con la sua attenzione alla mia attenzione quanto appena raccontato.

ilPrisco

Quotidiano.net

Roma, 23 aprile 2013 – Una bambina in difficoltà economiche, una studentessa fuori sede. La piccola, deperita e sottopeso perché esiliata all’ora di pranzo dagli altri bambini: la sua famiglia non ha i soldi per pagarle la mesa. La studentessa, legge la sua storia su un giornale locale – Provincia di Pavese – e decide: “Pago io la mensa a quella bambina”. Questa storia di ‘crisi’, che colpisce per i suoi giovani protagonisti, è accaduta pochi giorni fa a Vigevano. Inoltre, la piccola allieva in difficoltà economiche, da qualche settimana, oltre a non poter mangiare a mensa con gli altri bambini, non riesce più neanche a mangiare il suo solito panino che la mamma ogni giorno, da sei mesi, le mette nello zaino insieme a una bottiglietta d’acqua.

Difficoltà economiche quindi: in casa lavora solo il padre – ma non sempre – , quell’unico stipendio basta giusto a pagare l’affitto, le utenze e le rette d’iscrizione all’asilo, ma non la mensa. La mamma, preoccupata, si rivolge al medico: l’esito della visita è un certificato medico sul quale è scritto a chiare lettere che la piccola deve mangiare pasti regolari, a pranzo e a cena. Ed è a questo punto che entra in gioco Gloria Spezziga di Valledoria, provincia di Sassari, ma studentessa universitaria a Pavia. Legge la notizia sulla Provincia e si offre di pagare i 90 euro necessari per far mangiare la piccola. Avrebbe voluto rimanere anonima, ma la notizia non ha tardato a circolare. “Ma non sapevo come fare per raggiungere la famiglia della piccola e poi ero troppo amareggiata dopo aver letto la storia – ha detto Spezziga a La Nuova Sardegna- per cercare soluzioni. Così, ho telefonato al giornale, chiedendo come prima garanzia l’anonimato. Poi ho spiegato il motivo della telefonata. Sono stata l’unica a farmi avanti, mi è stato detto”, e per questo è stata anche più volte intervistata.

Gloria Spezziga è iscritta all’ultimo anno di Giurisprudenza, figlia di una famiglia della medio borghesia del centro costiero nella Valle del Coghinas. Il padre è un piccolo imprenditore edile, la mamma casalinga, il fratello più grande è laureato in Architettura, la sorellina più piccola frequenta la seconda media. “Ma non navighiamo nell’oro- si è affrettata a spiegare lei- L’edilizia è in crisi e i miei fanno sacrifici per farmi studiare qui a Pavia, ma non credo che possano cambiarci la vita 90 euro al mese in più di spese. Vorrà dire che rinuncerò a una parte della mia paghetta, ma non potevo fare altrimenti. Leggere la storia della bambina mi ha fatto male, ma mi ha fatto ancora più male scoprire che nessun altro si era offerto di aiutarla”.

“La mia richiesta di anonimato è stata rispettata – continua la studentessa -ma ora ho deciso di presentarmi perché non ho niente da nascondere, perché porto avanti valori sani e onesti e porterò avanti questa battaglia perché voglio che nel prossimo anno scolastico la bambina, e tante altre come lei, abbiamo i pasti garantiti a scuola”. E ancora: “Non voglio essere presa come un’eroina dei nostri tempi – ha sottolineato – Solo che non pensavo che potessero succedere episodi del genere. Ma come si fa a dividere i compagni di scuola all’ora di pranzo mandando quelli che pagano in sala mensa e gli altri in un angolino a mangiare quel che si sono portati da casa? Ma soprattutto è assurdo che nessuno sia intervenuto per segnalare il deperimento fisico della bambina. Si è atteso che un medico certificasse la sua quasi anoressia per affrontare il problema, ma sempre comunque senza farla mangiare alle mensa per recuperare le forze perdute. Per 90 euro. Ma in che posto siamo?”.

Pubblicato da: www.quotidiano.net

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Il Cavaliere dei Somari cavalca un Ronzino

Incarico di Governo a Letta. New Napolitano (la furia della vendetta) designa il PDdino Letta per la formazione di un governo d’urgenza mirato alla rapida risoluzione degli italici problemi. Sui blocchi di partenza l’immancabile “totoministri” che tanto affascina i nostri “giornalai” e fa discutere i trenta o quaranta milioni di esperti politologi italiani sulla bontà di questo o quel parlamentare.

Tutto bello, tutto nuovo.

Ma chi si vuole prendere per il culo? Nulla di innovativo, nessuna “schiarita” politica all’orizzonte marcio e nero dei palazzi romani.

Sono qui, nel mio ufficio immerso nella penombra pomeridiana. Fuori, al di la della finestra aperta a far entrare la carezzevole aria primaverile tarantina, la vita scorre caotica ed ignara di quanto e cosa si confabula nella lontana Roma. Ad un tratto un suono triste di campane infrange il latrato dei cani, il cinguettio degli uccelli e l’arrogante prepotenza dei clacson… “suonano a morto”! Spero che non sia un presagio di default prospettato dal Grillo Catastrofico!

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Io mi chiedo in quale misura la pazienza degli italiani dovrà essere contenuta affinchè non dirompa in un turbine di scellerata violenza? Ma come può un “Essere” tanto spregevole ed artefice, assieme alla sordida complicità del PD, dell’italica disfatta, azzardarsi a emanare editti e minacciare impunemente? Dove sono i bei “principi di mielato collaborazionismo” tanto proclamati durante il buonismo post-elettorale? Dov’è finita l’impellente necessità di un governo che possa risanare, o meglio rattoppare, questa Italia ferita dalla stessa stupida leggerezza dei suoi governanti? Mi chiedo ancora: tornano prevalenti i problemi personalissimi del cavaliere senza cavallo e circondato di somari? Devo pensare, ancora, che i bislacchi proclami pseudo-dittatoriali di Grillo siano cosa buona e giusta? Troppe domande, lo ammetto, ma sono certo che nessuna risposta seria e concreta potra mai giungere a queste orecchie stanche di farneticazioni idiote, vuote e inconcludenti!

IlPrisco

Preleveranno dai conti correnti e succhieranno il ns sangue.

PAGHERANNO IN CINQUE MILIONI ..::.. postato il 12/04/2013

Lasciate perdere le fantasiose proiezioni politiche sul futuro del nostro paese, ormai non ha neanche tanto senso continuare ad aspettare il nuovo governo. La pagheranno circa cinque milioni di italiani, questa fase di instabilità e di mancanza di convergenzapolitica  nell’interesse del paese, con il Partito Democratico come principale responsabile. Sono cinque milioni infatti i contribuenti  italiani (intesi come persone fisiche) che secondo le rilevazioni di Bankitalia detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000. Lo hanno fatto capire con grande disinvoltura persino le autorità sovranazionali europee, l’Italia non è più di tanto a rischio per adesso, nonostante i suicidi quotidiani e le chiusure sistematiche di piccole e medie imprese day by day. La prima manovra tampone, con grande presunzione, istituita dal prossimo governo sarà l’istituzione di una sorta di imposta di solidarietàsu chi possiede disponibilità liquide superiori a centomila euro appunto. Il prelievo potrebbe essere anche di entità piuttosto contenuta (tra lo 0.5% e il 3%), mettendo il futuro governo nelle condizioni di gestire le future contingenze della spesa pubblica. In parallelo ci potrebbe stare anche un inasprimento dell’attuale l’imposta di bollo (oggi allo 0.15%) facendola lievitare sino allo 0.50% del totale degli assets finanziari complessivamente detenuti.
DI sicuro a quel punto si introdurranno anche dei meccanismi di protezionismo e blindatura delle attuali ricchezze del paese istituendo il divieto di espatrio dei capitali al fine di preservare l’integrità e la tenuta del sistema bancario italiano. Non che siano soluzioni tanti radicali e ortodosse, se fossi stato il primo ministro italiano le avrei messe a regime ancora dallo scorso anno piuttosto che inasprire la tassazione diretta sui patrimoni immobiliari. Più denaro esce in questo momento dall’Italia, più si accelera la velocità di caduta dell’intera economia nazionale: anche se adesso molti lettori non saranno d’accordo, in questo momento bisogna spingere per fare entrare più capitali possibili, anche con discutibili benefici fiscali. La nostra fortuna è rappresentata momentaneamente dagli ammortizzatori familiari privati, costituiti dai risparmi dei nostri padri e nonni, che stanno preservando il welfare italiano al pari della Cassa Integrazione. Tutti e due sono comunque destinati a terminare: non dureranno ancora per molti anni. Sfruttate pertanto questo momento di limbo politico se avete intenzione di delocalizzare parte dei vostri risparmi per sfuggire dalla persecuzione fiscale che ci attende: grosso modo avete un vantaggio di 6/8 settimane prima che arrivi la purga e come ho detto non ci sarà più di tanto da fare, ma solo da subire.
Il prossimo governo dovrà infatti abozzare anche la nuova finanziaria e decidere come trovare la copertura per altri 12/18 mesi di Cassa Integrazione, pena fenomeni incontrollati di tensione e violenza sociale. Purtroppo anche l’Italia come l’Europa, manco naviga a vista, è completamente priva di un Cabinet Office ovvero di una cabina di regia o di un ponte di comando. Il nuovo primo ministro (illuminato) dovrà inesorabilmente svegliare gli italiani dal torpore fanciullesco e rivelare loro che per far respirare il paese si dovranno tagliare o limitare l’erogazione di determinati servizi (soprattutto sul fronte sanitario), aggredendo finalmente quei 250 miliardi di spesa pubblica che non generano necessariamente welfare. In centinaia ogni giorno mi scrivete per sapere cosa accadrà se l’Italia verrà ricommissariata, se l’euro è destinato a rompersi in due, se l’Unione Europea ha i mesi contati, se è conveniente aprire un conto di deposito su una banca svizzera, se è opportuno detenere oro fisico o se conviene investire in questo o quel fondo di investimento a fronte dello scenario drammatico che stiamo vivendo.
Personalmente come analista e come operatore finanziario indipendente mi sono fatto un quadro complessivo di cosa ci aspetta non solo in Italia, ma anche in Europa: la view non è per tutti e non è il caso di esternarla, la maggior parte di chi legge è destinata a perdere comunque gran parte del proprio denaro. Non starò a guardare e non intendo camminare come un cieco senza bastone. Al momento in cui scrivo mi trovo negli uffici di una banca di gestione di investimento a Londra in prossimità di Regent Street, in questi giorni (aspettando il funerale di stato della Thatcher) stiamo dedicando molte energie e risorse a definire tutti gli aspetti istituzionali ed operativi per il lancio e la gestione di un fondo di fondi di investimento di diritto maltese a marchio Deltoro Holding che avrà come obiettivo principale la gestione della volatilità, l’immunizzazione fiscale e patrimoniale, la sterilizzazione dei rischi sistemici e la delocalizzazione degli assets detenuti in portafoglio. Purtroppo il progetto imprenditoriale proprio così come nacque Deltoro Holding non è rivolto a tutti ma solo ai followers in sintonia con la nostra mission aziendale. Invito anche voi a fare altrettanto, organizzandovi per la creazione di soluzioni similari, purtroppo come italiani possiamo fare affidamento solo alle nostre capacità ed individualità, il governo e lo stato ci hanno abbandonato da anni. Un augurio di buona sorte finanziaria a tutti i lettori del portale.
Scritto da Eugenio Benetazzo (Economista indipendente Italia-Malta http://www.eugeniobenetazzo.com)

SUICIDI DI STATO

SUICIDI DI STATO.

Il PD “spara” sul Presidente della Repubblica per …

Si fa presto a “sparare sulla Croce Rossa”. Attaccare il Presidente della Repubblica in maniera scellerata per coprire errori, egoismi e cecità politica del PD, è un atto disgustoso. Il Presidente Napolitano, anche se ha commesso diversi errori nel suo settennato, in quest’ultimo caso ha fatto ciò che era giusto fare:esprimere dei dubbi sulle possibilità (capacità, dico io) di Bersani. Bersani e la vecchia classe politica del PD ha sbagliato tutto per quell’esagerato senso di attaccamento alle poltrone dorate e al potere. Oltre a questo, credo, che il PD non abbia voluto rischiare che il “nuovo” che avanza avesse potuto scoprire “altarini” pericolosi per un gruppo che da troppo tempo ha “lavorato” per i propri interessi e non certo per un paese in difficoltà.

IlPrisco

Imprenditore… non farlo!

suicidiCio che mi lascia basito e sono certo sconcerti anche il 99% degli italiani, è l’indifferenza assurda apatica dello Stato nei confronti degli imprenditori italiani. Quest’ultimi, da sempre spina dorsale del sistema economico e contributivo italiano, sono ora coloro che soffrono le peggiori angherie perpetrate da chi maggiormente ha beneficiato del loro ingegno, della loro intraprendenza e dinamicità.

Lo Stato come un enorme grosso Parassita ha rinpinguato la sua pancia insaziabile con il sudore di migliaia di piccole e medie imprese senza curarsi di ciò e quanto chiedeva e ora si ciba e beve e si sazia del loro stesso sangue.

Loro, silenziosamente e ben disponibili, gli imprenditori, hanno “rifocillato” le fauci del Parassita cercando di colmare una voragine di fatto incolmabile. “Abili servitori e sguatteri” del sistema malato ed infetto hanno servito su piatti d’argento la capacità di produrre ricchezza degli imprenditori italiani e di questo il Parassita si è egoisticamente nutrito per anni, decenni.equitalia (1)

Ma un Parassita non si muove da solo, altri suoi simili lo seguono e insieme fanno comunella. Ed ecco che a far compagnia al più grosso e vorace giungono le banche.

Loro si saziano delle disgrazie degli imprenditori come sordidi avvoltoi, loro ti tendono una mano solo se tu puoi darne due a loro e le due devono essere copiosamente piene di denaro, liquidità buona e subito fruibile. Ti lusingano, ti circuiscono, promettono, incantano, ti prendono per le due mani e delicatamente ti accompagnano su per i piani alti. Qui, impomatati disgustosi “pinguini” ti accolgono, con larghi ed ipocriti sorrisi, nei loro begli uffici dalle poltrone in “pelle umana” (è quella di altri malcapitati che prima di te sono passati per quei ricchi meandri). Prendono i tuoi soldi, li usano a loro piacimento, li manipolano, li trasformano, ti garantiscono ottimi risultati, grossi guadagni in investimenti sicuri. Utilizzano i tuoi risparmi. Guadagnano dai tuoi risparmi. Tu non guadagni, se sei fortunato ci perdi poco, se la dea bendata ti volta le spalle ci rimetti tanto.banche-240x300

Poi arriva, è naturale che arrivi, la crisi economica mondiale.

Tutto rallenta, tutto si assopisce, gli investimenti rallentano e con essi l’offerta. Le commesse diminuiscono a vista d’occhio, diventano rare, troppo poche per una quantità di imprese nate per soddisfare un’offerta dieci o venti volte maggiore. Si gioca al ribasso, si gioca a sbranarsi (gli imprenditori sono onesti e non fanno cartello come le banche). Le aziende più deboli iniziano a soccombere lentamente, le altre con le spalle più larghe, iniziano a dar fondo alle loro risorse per far fronte al calo di lavoro (gli imprenditori sono affezionati alle loro maestranze, ai loro collaboratori e non vogliono fare a meno di loro).

Ma la crisi continua e le risorse delle imprese finiscono, allora il buon Imprenditore ricorda che quando entro per la prima volta in banca, con le mani piene di soldi buoni (piene di belle e sane LIRE), fu accolto con gentilezza e sorrisi e torna a bussare a quella porta.

banche-italiane-sotto-esame-258Questa volta però non viene accolto nei “piani alti”! Questa volta può accedere solo al primo piano, dove non ci sono “pinguini” ma semplici schiavetti terrorizzati da un complesso sistema di macchine che ordina loro come lavorare, cosa fare, come parlare, quanto, a chi e quando sorridere ed il colore della cravatta che dovranno indossare il giorno dopo. Il povero Imprenditore viene fatto accomodare su una sedia in platica, che urla la disperazione di altri come lui, e li, distrattamente, lo schiavetto gli chiede in cosa può essergli utile, anzi no! Gli chiede:<cosa vuoi?>. L’imprenditore quasi si meraviglia del perchè di una così grande differenza. Gentilmente ed educatamente racconta del momento difficile e della necessità che ha la sua piccola azienda a mantenere il passo in assenza di commesse buone e di cattivi pagatori. Alla fine, supera il momento di vergogna (perchè di questo si tratta) e chiede se può ottenere una linea di credito per poter utilizzare i soldi della banca in attesa che i molteplici suoi clienti si decidano a pagare.

“Si”, gli dicono e assieme al “si” gli presentano un elenco di documenti da produrre lungo quanto un convoglio merci, per ottenere un affidamento bancario. “L’intraprendente Imprenditore” prepara diligentemente le scartoffie e fiducioso torna in banca per consegnare il tutto ed ottenere il sospirato prestito.

Un’altra sorpresa lo attende. <Firma qui>, gli dice lo schiavetto con la cravatta grigia a strisce oblique come la sua faccia sudata e grassa. <Cos’è?> Chiede l’imprenditore che ha le mani sporche di grasso della sua bella officina meccanica e a quelle strane “manovre” non è abituato ne le conosce bene. <Una fideiussione. Garantisci cio che ti diamo con la tua casa>. L’imprenditore sa che non può esimersi dal firmare perchè la sua azienda ha bisogno di quell’iniezione d’ossigeno per poter andare avanti, per non licenziare, per vivere… Firma.EQUITALIA

La vita di un imprenditore abituato a lavorare si sa, è dura, e si sa anche che non tutti i giorni sono belle giornate e durante una crisi economica mondiale le giornate belle sono veramente rare.

La crisi imperversa, il gran Parassita ha fame e chiede ancora più “sostanze” a chi non ne ha più.

Il lavoro è diventato più unico che raro, il parassita mangia a quattro ganasce e pretende inesorabile. I pochi clienti rimasti si trovano nelle tue stesse condizioni.

E tu? Cosa fai tu, piccolo Imprenditore che non incassi ma devi pagare le tasse su ciò che non hai incassato? Cosa fai con la rata di Equitalia (lungua lingua e denti appuntiti del Parassita)? Cosa fai con quella fattura che devi pagare e che è già scaduta? Cosa fai con l’IVA da versare? Non hai soldi, i tuoi clienti non hanno pagato, sono in crisi così come il resto del mondo a te conosciuto. La banca o chi per lei, ti ha già chiamato per dirti che devi coprire il tuo conto perchè sei andato fuori fido. Hai preso tempo, qualche giorno, attendi forse un miracolo?

Cosa fai tu piccolo imprenditore? Fai l”Equilibrista! Prendi un po di quà, versi la, preghi di qua, urli di la, recuperi qui, paghi li.

Ma se la fortuna è cieca, si sa, la sfiga ci vede benissimo e cosa può mai attendersi un piccolo sfortunato imprenditore? Si rompe una macchina vitale per il completamento e la consegna di una commessa. Ti serve consegnare per tempo perchè quel cliente ti ha garantito il pagamento immediato e quei soldi ti serviranno per pagare gli operai, le tasse e coprire il “buco” sempre più grande in banca.

Imprenditoreee! Imprenditore! La macchina che si è rotta l’hanno costruita i crucchi maledetti e solo loro possono intervenire su quegli apparecchi e loro costano duemilacinquecento euro al giorno e dagli italiani vogliono essere pagati prima, dove banche_ueprenderai i diecimila euro che ti servono da spedire in Germania? Non li hai e non li avrai da nessuno.

Nessuno aiuta l’imprenditore, neppure la “sua” banca che, rapidamente, si insospettisce dalla preoccupazione che gli occhi stanchi trasudano (lei, loro sono delle entità vive e sanno percepire i tuoi turbamenti, la presenza e l’assenza di liquidità).

La merce destinata all’unico cliente “pagante” rimasto non parte e ovviamente i soldi non arrivano ma le scadenze, le cartelle esattoriali, le more, i conti e le fatture da pagare si, puntuali come la morte.

Il tempo è tiranno e fare gli “Equilibristi” sul filo del rasoio non è salutare.

Dieci giorni non sono ancora trascorsi ed ecco che l’assistente del nostro Imprenditore entra nell’ufficio con una faccia cinerea e con qualche riga umida sulle guance provate dalle preoccupazioni e dall’età. L’Imprenditore comprende immediatamente. <E’ la banca. Ci intima di “rientrare” dall’affidamento>, mormora lei con un filo di voce.

Una settimana e un giorno per restituire alla banca, che tanto gentile era stata pochi anni addietro quando gli chiese di affidare lei i risparmi di una vita con la promessa subdola che li avrebbe moltiplicati come i “pani e i pesci”, per restituirle più di un milione di maledettissimi euro.

suicidi (1)L’imprenditore non sa più ne pensare ne agire. Non c’è da pensare, non ha ne soldi, ne risorse economiche, ha utilizzato tutto per tenere in piedi la sua azienda e pagare i suoi operai pur di non chiudere, uccidere la sua “creatura”. La banca, gentile ed umana, ora lo costringe al fallimento, Basilea 1 e Basilea 2 e presto Basilea 3 l’hanno trasformata in un mostro inanimato e cinico. Perde la casa in cui lui, sua moglie e i suoi figli abitano. Perde tutto. Gli rimane solo una tristezza infinita nel cuore e null’altro.

contro-equitaliaLa sofferenza, il dolore, le umiliazioni, i pentimenti (per essere stato troppo onesto) si concentrano in una mente stanca ed abbattuta, depressa. Si lascia cadere nel vuoto. Mentre il vento veloce accarezza il suo volto dalla barba incolta, ancora una volta si sente solo e pensa e ha il tempo di maledire chi lo ha ucciso: maledetti, perchè avete preteso, perchè avete succhiato per anni il mio sangue, perchè mi avete fatto lavorare così tanto. Perchè mi avete spinto giù? Maledetti. Maledetto Stato, maledetto Parassita. Maledette banche, maledetti Parassiti.

L’Imprenditore smette di soffrire. Ora i suoi occhi tristi incontrano molti altri occhi tristi.

Solo alcuni dei nomi dei “Martiri” dell’onestà e del lavoro, dell’impegno quotidiano in un’Italia che non esiste più. Onesti Imprenditori uccisi dallo Stato insensibile e vorace: Albino Mazzaro, Gabriele Gaudenzi, Andrea Zampi, Elia Marcante, Giovanni Schiavon, Giuseppe Campaniello e tanti, tanti altri, troppi!crisi-economica-imprenditori-suicidi-anteprima-600x412-616664

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Seleka conquistano capitale Repubblica Centrafricana. Francia invia truppe

CentraficaDopo Somalia, Mali, Nigeria ed altri stati in cui la povertà quanto le armi, malattie e ingerenze straniere la fanno da padrone, anche la Repubblica Centrafricana subisce la stessa sorte: l’estremismo islamista, la “ribellione pilotata”.

Qui i ribelli Seleka hanno conquistato la capitale dello stato africano facendo fuggire il presidente ormai deposto. Paese tra i più poveri del pianeta, ex colonia equatoriale francese, subisce l’ingiuria del fanatismo che va ad aggiungersi alle continue guerre intestine generate da ripetuti golpe sanguinari. Chi ci guadagna in tutto ciò? Chi ha interesse ad “accaparrarsi” paesi poverissimi quali Mali, Somalia, Ciad, Sudan, Repubblica Centraficana? Perché?

Analizziamo quanto sta succedendo in MO e in Africa da qualche anno a questa parte e forse verremo a capo dell’intrigata matassa.

Nell’ormai lontano 1992 scoppia il conflitto civile in Somalia. Ben presto alla guerra civile somala si uniscono militanti islamici e conquistano metro dopo metro gran parte del paese con grandi sofferenze per la popolazione, tanto che l’ONU si vede costretta ad intervenire. Perchè gli islamisti hanno violentemente combattuto per il controllo della Somalia che offre solo probabilità di trivellazione per la ricerca del petrolio? Perchè occuparsi di un Paese senza risorse e tra i più poveri del mondo, cosa cercavano?

L’Etiopia,sostenuta dagli USA, sentendosi minacciata, nel 2006 reagisce, da qui l’attuale conflitto.

Poco dopo un gruppo islamico ancora più sanguinario appare in Nigeria, come trasportato dal vento del deserto. Anche qui a suon di attentati e scontri con l’esercito federale si fanno spazio tra le regioni del nord, quelle più povere, tentano di imporre l’islamismo al 50% della popolazione cattolica.

Giungono infine i venti della Primavera Araba. La Tunisia si ribella alle angherie e ruberie di Ben Ali e il 14 gennaio del 2011 il popolo stanco affamato ed inferocito riesce a farlo fuggire. Poche ore dopo la fuga del dittatore, come se tutto fosse stato preparato a tavolino in salotti ben più ricchi di quelli tunisini, arriva da Londra un ex terrorista tunisino, esiliato da Ben Ali venti anni prima. Tale “Sceicco” compra letteralmente la classe più povera tunisina così come facevano un tempo i conquistadores con indigeni d’Amazzonia, con perline e specchietti. Il suo partito reso illegale nel paese ritorna in auge e vince le prime elezioni libere del paese. La bella Tunisia nel giro di pochi mesi si ritrova in una condizione di frustrazione economica, finanziaria, morale e civile ben peggiore di quella che aveva subito con il precedente dittatore. Un governo inetto guida per quasi due anni i tunisini, privandoli dei loro principali diritti acquisiti ed agevolando l’estremismo salafista. Il popolo tunisino piomba in una buia e grigia coltre di instabilità. Chi finanzia Ganuochi, lo Sceicco e Marzouki il “presidente”? (Beh, chi finanzia Marzouki, compare di merende di Ganuochi si sa, lui percepisce il lauto stipendi mensile di 50.000 € da Aljazeera. Principale network televisivo del Qatar).

La scia rivoluzionaria tunisina ben presto si propaga in Libia e Gheddafi viene costretto prima alla fuga e poi ucciso e quasi il 50% del paese piomba in mano agli islamisti. Egitto: stessa sorte per Mubarak che viene deposto ed imprigionato. Sanguinosi scontri alla fine portano a pseudo elezioni in cui trionfano i Fratelli Mussulmani che, lentamente ed inesorabilmente, sublimano quel poco di libertà che gli egiziani avevano conquistato in anni di dittatura, per farli così entrare nell’oblio dell’islamismo.

Scoppia la rivolta in Mali. Anche qui truppe ben armate di ribelli che parlano arabo, partendo dal nord iniziano a massacrare i civili accusandoli di miscredenza e di altri insulsi misfatti noti solo al loro farneticante credo. Quando il governo del Mali non riesce più a far fronte alla pressione sempre più decisa degli islamisti, chiede aiuto alla comunità internazionale e la Francia si sente in dovere di intervenire a sostegno della sua ex colonia.

Sbaragliati dalla supremazia bellica dei francesi i guerriglieri islamisti si disperdono nel deserto a nord e verso l’Africa equatoriale a sud, ad est e ad ovest, andando a rinpinguare le fila dei “colleghi” estremisti in attesa in Nigeria, Repubblica Centrafricana, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto nonché in Siria.

Ci chiederemo: questi “ribelli”, che tali non sono per il semplice fatto che per più del 60% sono mercenari provenienti dai più disparati paesi arabi, dall’Afganistan e Pakistan, quindi non dai paesi in cui è sorta la rivolta, dove attingono le risorse finanziarie necessarie a spostarsi, armarsi, ed esercitare il loro fanatismo lontani dalle loro case?

Chi è dietro a tutto questo?

Chi è interessato a terre desertiche, poverissime e senza risorse? E perché?

Forse una risposta può essere trovata nel recente “disguido” diplomatico accaduto tra Francia e Qatar.

Chi e cosa rappresenta il Qatar?

Ricchissimo e piccolissimo stato della penisola Arabica in cui vige una monarchia assoluta detenuta dall’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani che possiede, non ho scritto male ripeto, possiede il 40% della popolazione del regno oltre a ricchezze inestimabile dovute alla grande abbondanza di petrolio e gas naturale. In Questo emirato la religione spadroneggia con il nome di Wahhabismo.Hamad_bin_Khalifa_Al_Thani

Tale dottrina sostiene tra le varie fantasie fanatiche degli “adepti”, la purezza fondamentale di Dio, l’osservanza rigorosa del Corano, la severa condanna delle consuetudini religiose (la visita ai sepolcri dei personaggi famosi, per esempio) che si erano depositate come altrettante stratificazioni, nel corso del tempo, sulle pratiche devozionali dei musulmani.

Da qui possiamo spiegare la sistematica distruzione dei mausolei cari alla tranquilla popolazione musulmana, in Afganistan, ad opera dei Talebani, in Somalia, in Mali, in Tunisia ad opera dei salafisti.

Non tutte le colpe dovremo attribuirle al Qatar ma a suo sostegno e a piene mani, l’Arabia Saudita finanzia, anch’essa, il diffondersi nel mondo del fondamentalismo islamico, del Wahhabismo, del Salafismo, del fanatismo.

Credo che sia inutile aggiungere altro e che non sia necessario, a questo punto, dare delle risposte alle molteplici domande poste precedentemente nell’articolo.

(ilPrisco)

Attrice porno a capo dell’ufficio stampa dell’INGV: “sono stata raccomandata da un politico”

Dopo la nomina di un professore di ginnastica a direttore generale, ora si scopre che il capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Sonia Topazio, è un ex attrice erotica ‘raccomandata‘ da un politico, come ha raccontato lei stessa ad alcuni giornali, diventata famosa per il cortometraggio “Benedetta Trasgressione”, all’interno film erotico Corti circuiti erotici Vol. 2 di Tinto Brass (la foto è tratta dal film).

Alla faccia dei 400 precari dell’ INGV che attendono da anni un contratto, lei ammette candidamente di essere raccomandata, tanto in Italia nessuno si scandalizza più e tutti rispondono che “è normale” e “così fan tutti” (ma silenzio o rassegnazione è sinonimo di complicità) a differenza della Germania dove una tale dichiarazionerappresenterebbe un’autodenuncia da galera.
Pretende di sapere chi ha divulgato la notizia: “Vi dico il nome del politico che mi ha raccomandata se mi dite chi sono i precari che tentano di ancora di screditarmi tirando fuori il mio passato osé. La loro è solo invidia, ma non sono diversi, sono messi lì dai baroni universitari. La differenza è che io ho un grande passato e posso riciclarmi, loro fuori dall’istituto non contano un cazzo”.
Vagli a spiegare che la cosa scandalosa di tutto questo non è la presenza di scienziati in un istituto di geofisica e vulcanologia ma il problema è che solitamente non ci sono la attrici hard a tenere d’occhio i terremoti.
 (Italy Leaks)
Fonte: http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/06/senza-vergogna-attrice-porno-capo.html

Ruba un pezzo di formaggio per sfamare i figli… “ARRESTATA”.

mammaIl suo nome è Angela, è una donna una 51enne disoccupata, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed Angela si è trovata senza soldi e lavoro.

Angela per sfamare i suoi 2 bambini non ha resistito, una volta entrata all’interno del supermercato, ha fatto il giro dei reparti, poi giunta a quello dei “freschi” s’è ritrovata di fronte ad una forma di formaggio. Non ha resistito e l’ha presa. Ma Angela è stata notata. La donna è uscita dal market, nel frattempo sono stati avvertiti i carabinieri, che notandola l’hanno fermata, recuperando anche il formaggio dal valore di € 4,78 centesimi, poi restituito al titolare del market.

Portata alla Stazione dei carabinieri di Montemiletto, Angela confessa le sue colpe: “É la prima volta, credetemi, non sono un ladra ma sono senza lavoro e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare, mi vergogno molto“.

(La Voce Critica)

http://www.lavocecritica.com/ruba-un-pezzo-di-formaggio-per-sfamare-i-figli-arrestata/

Blog & “Blogghisti”

Da tempo ormai siamo abituati ad acquistare i quotidiani in funzione dei nostri orientamenti politici e non perché questo o quel giornale è più o meno serio o perché scrive con coscienza professionale. La nostra mentalità italica ci impone di leggere chi ci sta simpatico e scrive ciò che vogliamo sentirci dire… da qui la colpa dell’estendersi delle testate prezzolate dai partiti. Ma, in qualità di italiani soggetti alle mode planetarie, stanchi di tale continuo bombardamento mediatico della “carta straccia” che giorno per giorno tenta di orientarci in direzioni ben precise scelte a tavolino da leader politici senza scrupoli, abbiamo “aderito” al fenomeno virtuale dei Blog. Mille e mille Blog sono spuntati come funghi sul web nel giro di pochi anni. Molti parlano di frivolezze, altri di auto, moto, cucina, consigliano cure omeopatiche e rimedi della nonna… poco male, forse attingono, anche loro, alla saggezza popolare e alle tradizioni oppure alla “brezze modaiole” degli USA o francesi. Nel web però non ci sono solo i Blog “frivoli”, non me ne vogliano tali menzionati, non intendo certo poco seri o non attendibili, non tutti almeno, ma internet pullula di blog che scrivono di politica, si improvvisano giornalisti (a volte sono solo giornalai… è facile il taglia/incolla con la semplice sostituzione del logo e della firma), critici d’arte, finanziari, economici e chi più ne ha trovati più ne aggiunga alla lista. L’utente virtuale naviga in un mare di blog che “orientano”, criticano, parlano bene o male del personaggio di turno, diffondono notizie vere o spudoratamente false, lavorate ad arte per far si che l’opinione del “popolino” non avvezzo agli squali del web, ci caschi con tutte le scarpe e con i sei neuroni disponibili.

In questo mare virtuale popolato di giusti, informatori ed informati, prezzolati e liberi, costruttivi e distruttivi, di parte e non, restare a galla è veramente difficile. Tutti indistintamente “estendono” le loro idee personalissime o dettate dai partiti (siamo in presenza, in questo caso di Scriba”), su social network e sopratutto su Twitter, mezzo decisamente più immediato ed aperto rispetto ad altri. Avvertenza per i “naviganti”: non azzardatevi a contraddire gli “Scriba” o a esprimere la vostra personalissima opinione; in tale caso sareste attaccati, nella migliore delle ipotesi, con insulti che tirano in ballo la vostra incolmabile ignoranza, fino ad arrivare ai malauguri per una vita senza lavoro, senza salute e sicuramente infelice! Siete avvisati!

Il fatto sta nell’impossibilità degli “Scriba”, o come mi piace chiamarli “Blogghisti” ad accettare che qualsiasi essere pensante possa non accettare ciò che loro pensano o meglio ciò che a loro è imposto. Non hanno capacità di logica razionalità, il loro “istinto” spinge la loro lingua, ma è più giusto dire “tastiera”, solo ed esclusivamente in una direzione: quella delle loro idee e sopratutto verso quella dei loro padroni. Questi “Scriba” un tempo erano veramente dei liberi pensatori ed abili critici ma, a causa della loro stessa “fortuna” professionale, sono stati catturati dalla grande “rete” del denaro che in questi casi assume diversi colori, dal nero più intenso al rosso più acceso, ma è buono come quello che quasi tutti gli italiani guadagnano con tanto sudore ed onestà.

Esiste un’altra categoria di “Blogghisti”, quella dei “Demolitori”.

I ” Demolitori sono i “Blogghisti” che vanno contro tutto e tutti, vorrei fare un paio di esempi: se in Italia tutto marcia nella direzione della corrente fangosa della politica peggiore, loro azzannano chiunque esca dal seminato, se nel Belpaese succede qualcosa di nuovo che spinge gli italiani verso una innovazione politica, loro, a suon di martellate mediatiche infangano fino al punto di convincere i titubanti che non è “cosa buona e giusta” e, vi garantisco, lo fanno con tale arroganza da mettervi a disagio verso le vostre personali convinzioni, ferendo le vostre idee di vita e se non basta, arrivano ad offendervi. Demoliscono criticando indistintamente ciò che è buono oppure no, non ha importanza, criticano distruttivamente ogni iniziativa collettiva che non sia sul piano delle loro limitate concezioni, senza porre un minimo di analisi e, chiaramente senza indicare un perchè; si limitano solo a dire che sei ignorante e che meriti il disagio che stai subendo. Cosa si deve dedurre da ciò? Io credo che la loro miopia di pensiero sia talmente accesa da impedire al loro intelletto di metabolizzare ciò che passa sotto i loro stessi occhi. Ovviamente questo è il mio personalissimo pensiero che, come sempre in un Paese libero e Democratico, sarà soggetto a critiche, soprattutto da parte di chi si sente “ferito” dalla verità dei fatti.

Ovviamente è anche giusto, da parte mia, elogiare l’ottimo lavoro di tantissimi giornalisti che, non graditi dalle testate prezzolate (quasi tutte quelle a tiratura nazionale), hanno deciso di riportare le loro idee, considerazioni, notizie su blog assolutamente liberi e privi di stupidi preconcetti e manipolazioni o su giornali liberi dalle influenze dei palazzi di Roma. Loro diffondono notizie giuste e veritiere, le analizzano in maniera professionale e professionalmente lasciano al lettore la sua personale interpretazione. Merito a questi Blogger!

Dunque, italiani naviganti del web, non rischiate di urtare la sensibilità dei “Blogghisti” o Scriba, già ferita dalla loro stessa ipocrisia, non esponete pubblicamente ciò che pensate, fareste tornare nelle loro menti che un tempo avevano una coscienza propria ed erano liberi!

L’Attesa Per La Fumata Offusca I Problemi Italiani

canna fumata

Nulla sembra essere più importante, in questo momento, per buona parte degli italiani e per tutti i giornali nazionali. Si ha quasi l’impressione che il Buon Benedetto, abbia scelto il momento giusto per compiere il suo coraggioso gesto, sapeva che attirando l’attenzione degli italiani e dei media su di se e sul nuovo Pontefice, avrebbe dato “pace” agli animi in subbuglio in un periodo cruciale per l’Italia. Lui lo sapeva.

Pensiamo per un momento se il già Vescovo di Roma non avesse fatto ciò che ha fatto quali sarebbero state le ripercussioni nell’animo di 57 milioni di italiani, alle prese con un “branco” di politici, ex politici, politicanti nuovi e vecchi che cercano di accaparrarsi una poltrona di lusso, o, stranamente in questo periodo, cercano di difendere quella che stanno per perdere. Immaginiamo: Benedetto XVI è li sul suo bel balcone che pontifica tra gli occhi beati e sognanti dei fedeli di tutta Italia, qualcosa di normale, estremamente normale. TV pubbliche e private, testate giornalistiche a tiratura nazionale e locale, settimanali, mensili, talk show, telegiornali, radiogiornali, social network, tutti, ma proprio tutti si concentrerebbero accanitamente su ciò che fa notizia, ossia il disastro elettorale italiano e lo sgretolamento della struttura politica italiana ad opera della sua stessa dabbenaggine e ingordigia, sulla preoccupazione di Napolitano e su un governo che forse mai arriverà. I poveri italiani non avrebbero avuto altra scelta che ascoltare, vedere, e sentirsi “iniettare” dosi massicce di chiacchiere vuote, promesse e rinfacci, accuse e difese, ascolterebbero con chiarezza lo stridio delle unghie del povero Bersani che elemosina un’accordo a Grillo mentre cerca di arrampicarsi su lucidi specchi, le palesi fandonie di Berlusconi, le chiacchiere da salotto della Santanchè, l’austerità della della Gelmini, il rigore di Alfano, il gracchiare di La Russa, il naso di Fassino, il silenzio godereccio di Renzi, le urla di Grillo e lo starnazzare ruffiano di Vespa…! Poveri italiani, quale supplizio! Ogni istante del giorno e della notte si sarebbero visto sbattere in faccia che da li a due mesi potrebbero perdere la propria casa, il proprio lavoro e la dignità. Un coro unanime si alza: Grazie Papa vecchio e nuovo!

Il vecchio Pontefice si è assunto però una responsabilità pesante perchè ha attirato su di se un nugolo di giornalisti famelici e arrabbiati (quelli allontanati in malo modo dai comizi di Grillo), tanto da sentirsi costretto a “tapparsi” in “casa” a Castelgandolfo per sfuggire all’orda assetata di notizie e scoop.

 Ma, per grazia ricevuta, a dare manforte al Buon ex Pontefice e al novello Papa è giunta la Boccassini che, approfittando astutamente del momento, ha posto fine al suo infinito tentativo di braccare il Silvio sfuggente.

A qualcun’altro, anzi, a qualcos’altro dobbiamo, noi “miseri italiani, un grazie sentito e sincero: al virus che ha imperversato per qualche giorno nel regale intestino della Regina britannica… avvenimento tanto importante per l’Italia intera e per il popolo tutto che la testata Il Giorno ha pubblicato in prima pagina a caratteri cubitali sull’immagine della regal Vegliarda: “PAURA PER LA REGINA” (leggendo quel titolo mi sono spaventato pensando di essere un ignorante assoluto per non aver mai saputo che l’Italia fosse “dotata” di regina).

Bene dunque, tra una stupida notizia e l’altra, tra un attacco fallito (assieme al giornalista che lo ha scritto) dell’Espresso a Grillo, tra un salotto televisivo e l’altro tra una spaventata Bindi e un catatonico Bersani ed uno sfuggente Berlusconi, tra un Papa dimissionario ed enormi scandali pontifici, tra la Merkel e Monti (grande storia d’amore e di sesso selvaggio con l’euro quale stupendo sexy toys), gli italiani si distraggono, sorridono e compatiscono tutto e tutti e poco pensano al disastro che a grandi falcate si avvicina.

(ilPrisco)

LE PICCOLE IMPRESE PUGLIESI HANNO VOGLIA DI RIPARTIRE

Il direttore commerciale Puglia, Felice Delle Femine, ha presentato il VI Rapporto UniCredit sulle piccole imprese, nella conferenza che ha avuto luogo oggi presso la sede dell’istituto a Bari
«In una fase in cui le piccole imprese pugliesi stavano già attraversando una profonda trasformazione, in particolare quelle che si mostravano attive nell’export e nell’innovazione, il subentrare della crisi – afferma Felice Delle Femine – ha accentuato le difficoltà, non solo dal lato produttivo ma anche da quello finanziario. Mai come ora è cruciale il supporto del sistema finanziario per evitare il rischio che situazioni di momentanea illiquidità di imprese sane e competitive dal punto di vista produttivo possano trasformarsi in situazioni di insolvenza».Questa è l’opinione del direttore commerciale Puglia di UniCredit nel commentare i dati della Puglia del VI Rapporto UniCredit sulle Piccole Imprese realizzato dall’Ufficio Studio UniCredit – divisione Retail Italy. I dati sono basati su un campione di oltre 400 aziende con un fatturato inferiore a 10 milioni di euro sul territorio locale a fronte delle seimila imprese del campione nazionale rappresentativo di realtà clienti e non clienti dell’Istituto bancario. In base alla ricerca, le piccole imprese pugliesi hanno fiducia principalmente nei piani di investimento e nell’occupazione, riponendo, invece, poca fiducia nella ripresa economica del Paese e in quella del proprio settore.

Tra le maggiori difficoltà incontrate in questo periodo di crisi economica vi sono l’allungamento dei tempi di pagamento da parte dei clienti (per il 76,8% delle imprese pugliesi, per l’82,7% delle imprese con sede a Bari e per l’81% delle imprese del campione nazionale), la riduzione delle vendite in Italia (per il 71% delle imprese pugliesi e per il 65,6% di quelle baresi) e all’estero (per il 23,3% delle pugliesi e il 22,4% delle baresi) e l’aumento del costo delle materie prime (per il 70,1% delle aziende di Puglia e 72,4% delle baresi).

Questo peggioramento delle condizioni di mercato ha condotto le aziende a una rigidità nella gestione finanziaria della propria attività imprenditoriale, al congelamento dei piani di investimento e successivamente alla riduzione degli impieghi. Le banche italiane in questo contesto economico hanno saputo dimostrarsi flessibili in termini di valutazione del rischio di credito. Il nuovo modo di fare banca pone, infatti, maggiore attenzione alla relazione con il cliente, mira a far divenire la banca un riferimento stabile sul territorio e a stringere accordi significativi con partner strategici quali Confidi e Associazioni di Categoria, in grado di svolgere un importante ruolo di mediazione con le banche rispetto all’accesso al credito delle piccole imprese.

«L’asse portante dell’economia nazionale è costituita dalla moltitudine di piccole e medie imprese – continua Felice Delle Femine – che sono una risorsa primaria dell’economia italiana e soprattutto pugliese. Per un rilancio definitivo di tale economia occorre un miglioramento qualitativo nelle produzioni che necessita investimenti in capitale fisico e umano di notevole entità. Occorre un rapporto con il sistema finanziario che sia sempre più leale e trasparente che veda come protagoniste non solo le banche e le piccole imprese ma anche i Confidi e le Associazioni di Categoria quali partner strategici per lo sviluppo del territorio».

A credere nello sviluppo del territorio locale e nella ripresa economica sono proprio le imprese che si dimostrano pronte a reagire e a prediligere una strategia competitiva tanto nel breve quanto nel medio-lungo periodo. In particolare, nel breve periodo le stesse affermano di prediligere azioni volte a migliorare la qualità dei prodotti/servizi offerti divenendo maggiormente competitive sul mercato (risponde così il 78% delle aziende pugliesi e il 77,4% delle baresi), aumentare il contenuto tecnologico del prodotto (67% delle aziende di Puglia e il 68,3% di quelle di Bari) e controllare i costi (66,1% delle pugliesi e il 61,9 delle baresi)

. Nel lungo periodo oltre al miglioramento della qualità dei prodotti e servizi, che rimane tra le azioni future prioritarie (per l’83,4% delle pugliesi e il 79,5% delle baresi), le piccole aziende mirano a innovare la forma distributiva (72,7% delle pugliesi e 71,7% delle baresi) e a sviluppare nuove politiche di marketing e di comunicazione aziendale e di prodotto (per il 64,8% delle aziende pugliesi e il 54% delle aziende baresi). «A fronte di questo scenario competitivo – conclude Delle Femine – UniCredit Banca di Roma ha dato sostegno in Puglia incrementando i fidi in essere per circa 350 milioni di euro e concedendo a 2400 nuove imprese clienti fidi per oltre 200 milioni di euro». Quindi UniCredit Banca di Roma ha realizzato una crescita degli impieghi alle imprese pugliesi nel 2009 del 6% incrementando le quote di mercato in Regione e ha gettato le basi per confermare anche nel 2010 tali quote al fine di raggiungere l’obiettivo di diventare il punto di riferimento dell’economia del territorio.

(Gazzetta Economica.com)

Grillo l’Ha fatta GROSSA!

proteste-portogallo-contro-221795Moody’s annuncia di voler declassare l’Italia e di conseguenza le aziende più importanti della nazione… L’Europa Unita è in pericolo imminente? Sull’onda del Movimento dei Grillini italiani (Cittadini), in tutte le nazioni europee si susseguono manifestazioni anti-austerità (in Portogallo si grida “La Troika si Fotta”), in Germania nasce un partito per una Germania alternativa in odore di “separatismo” nazionale dal vecchio continente, la Grecia che già nel baratro c’è già, inasprisce i confronti con lo Stato… da qui a poco Spagna e la stessa Francia seguiranno le orme dei “separatisti” europei? C’è nell’aria europea la voglia di liberarsi di un Euro tiranno e soffocante? C’è la voglia di tornare alle vecchie e care monete nazionali? Affacciamoci alla finestra, informiamoci su ciò che l’onda (tsunami) del M5S è riuscito a creare in un intero continente e guardiamo i risultati e gli sviluppi… (il popolo dei singoli stati, il popolo di un intero continente assume in questi frangenti un’identità propria, acquisisce un’anima e sa discernere il buono dal cattivo)… incrociamo le dita!

(Liberamente tratto da FonteDagospia)

Spinoza

Un Pensiero ai tanti...troppi imprenditori vittime dell'apatia dello Stato! - Scrivo cazzate che mi girano per la testa, ripropongo ciò che credo sia interessante!

Paolo Pieralice

"La democrazia è il potere di un popolo informato" cit Alexis de Tocqueville

ilprisco

Un Pensiero ai tanti...troppi imprenditori vittime dell'apatia dello Stato! - Scrivo cazzate che mi girano per la testa, ripropongo ciò che credo sia interessante!

Guerriero della Luce

Il guerriero della luce crede.Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.

Democrazia e Sviluppo

100% opinioni, 100% libere.

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Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

ArticolaMente

Storie di una neo pubblicista mai stata pagata.

taranto7aprile

A noi tutti spetta prenderci una giusta e civile rivincita contro la malapolitica e gli inquinatori, perche’ Taranto sia libera, finalmente libera

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Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa _Amin Maalouf_

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