SUICIDI DI STATO

SUICIDI DI STATO.

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Imprenditore… non farlo!

suicidiCio che mi lascia basito e sono certo sconcerti anche il 99% degli italiani, è l’indifferenza assurda apatica dello Stato nei confronti degli imprenditori italiani. Quest’ultimi, da sempre spina dorsale del sistema economico e contributivo italiano, sono ora coloro che soffrono le peggiori angherie perpetrate da chi maggiormente ha beneficiato del loro ingegno, della loro intraprendenza e dinamicità.

Lo Stato come un enorme grosso Parassita ha rinpinguato la sua pancia insaziabile con il sudore di migliaia di piccole e medie imprese senza curarsi di ciò e quanto chiedeva e ora si ciba e beve e si sazia del loro stesso sangue.

Loro, silenziosamente e ben disponibili, gli imprenditori, hanno “rifocillato” le fauci del Parassita cercando di colmare una voragine di fatto incolmabile. “Abili servitori e sguatteri” del sistema malato ed infetto hanno servito su piatti d’argento la capacità di produrre ricchezza degli imprenditori italiani e di questo il Parassita si è egoisticamente nutrito per anni, decenni.equitalia (1)

Ma un Parassita non si muove da solo, altri suoi simili lo seguono e insieme fanno comunella. Ed ecco che a far compagnia al più grosso e vorace giungono le banche.

Loro si saziano delle disgrazie degli imprenditori come sordidi avvoltoi, loro ti tendono una mano solo se tu puoi darne due a loro e le due devono essere copiosamente piene di denaro, liquidità buona e subito fruibile. Ti lusingano, ti circuiscono, promettono, incantano, ti prendono per le due mani e delicatamente ti accompagnano su per i piani alti. Qui, impomatati disgustosi “pinguini” ti accolgono, con larghi ed ipocriti sorrisi, nei loro begli uffici dalle poltrone in “pelle umana” (è quella di altri malcapitati che prima di te sono passati per quei ricchi meandri). Prendono i tuoi soldi, li usano a loro piacimento, li manipolano, li trasformano, ti garantiscono ottimi risultati, grossi guadagni in investimenti sicuri. Utilizzano i tuoi risparmi. Guadagnano dai tuoi risparmi. Tu non guadagni, se sei fortunato ci perdi poco, se la dea bendata ti volta le spalle ci rimetti tanto.banche-240x300

Poi arriva, è naturale che arrivi, la crisi economica mondiale.

Tutto rallenta, tutto si assopisce, gli investimenti rallentano e con essi l’offerta. Le commesse diminuiscono a vista d’occhio, diventano rare, troppo poche per una quantità di imprese nate per soddisfare un’offerta dieci o venti volte maggiore. Si gioca al ribasso, si gioca a sbranarsi (gli imprenditori sono onesti e non fanno cartello come le banche). Le aziende più deboli iniziano a soccombere lentamente, le altre con le spalle più larghe, iniziano a dar fondo alle loro risorse per far fronte al calo di lavoro (gli imprenditori sono affezionati alle loro maestranze, ai loro collaboratori e non vogliono fare a meno di loro).

Ma la crisi continua e le risorse delle imprese finiscono, allora il buon Imprenditore ricorda che quando entro per la prima volta in banca, con le mani piene di soldi buoni (piene di belle e sane LIRE), fu accolto con gentilezza e sorrisi e torna a bussare a quella porta.

banche-italiane-sotto-esame-258Questa volta però non viene accolto nei “piani alti”! Questa volta può accedere solo al primo piano, dove non ci sono “pinguini” ma semplici schiavetti terrorizzati da un complesso sistema di macchine che ordina loro come lavorare, cosa fare, come parlare, quanto, a chi e quando sorridere ed il colore della cravatta che dovranno indossare il giorno dopo. Il povero Imprenditore viene fatto accomodare su una sedia in platica, che urla la disperazione di altri come lui, e li, distrattamente, lo schiavetto gli chiede in cosa può essergli utile, anzi no! Gli chiede:<cosa vuoi?>. L’imprenditore quasi si meraviglia del perchè di una così grande differenza. Gentilmente ed educatamente racconta del momento difficile e della necessità che ha la sua piccola azienda a mantenere il passo in assenza di commesse buone e di cattivi pagatori. Alla fine, supera il momento di vergogna (perchè di questo si tratta) e chiede se può ottenere una linea di credito per poter utilizzare i soldi della banca in attesa che i molteplici suoi clienti si decidano a pagare.

“Si”, gli dicono e assieme al “si” gli presentano un elenco di documenti da produrre lungo quanto un convoglio merci, per ottenere un affidamento bancario. “L’intraprendente Imprenditore” prepara diligentemente le scartoffie e fiducioso torna in banca per consegnare il tutto ed ottenere il sospirato prestito.

Un’altra sorpresa lo attende. <Firma qui>, gli dice lo schiavetto con la cravatta grigia a strisce oblique come la sua faccia sudata e grassa. <Cos’è?> Chiede l’imprenditore che ha le mani sporche di grasso della sua bella officina meccanica e a quelle strane “manovre” non è abituato ne le conosce bene. <Una fideiussione. Garantisci cio che ti diamo con la tua casa>. L’imprenditore sa che non può esimersi dal firmare perchè la sua azienda ha bisogno di quell’iniezione d’ossigeno per poter andare avanti, per non licenziare, per vivere… Firma.EQUITALIA

La vita di un imprenditore abituato a lavorare si sa, è dura, e si sa anche che non tutti i giorni sono belle giornate e durante una crisi economica mondiale le giornate belle sono veramente rare.

La crisi imperversa, il gran Parassita ha fame e chiede ancora più “sostanze” a chi non ne ha più.

Il lavoro è diventato più unico che raro, il parassita mangia a quattro ganasce e pretende inesorabile. I pochi clienti rimasti si trovano nelle tue stesse condizioni.

E tu? Cosa fai tu, piccolo Imprenditore che non incassi ma devi pagare le tasse su ciò che non hai incassato? Cosa fai con la rata di Equitalia (lungua lingua e denti appuntiti del Parassita)? Cosa fai con quella fattura che devi pagare e che è già scaduta? Cosa fai con l’IVA da versare? Non hai soldi, i tuoi clienti non hanno pagato, sono in crisi così come il resto del mondo a te conosciuto. La banca o chi per lei, ti ha già chiamato per dirti che devi coprire il tuo conto perchè sei andato fuori fido. Hai preso tempo, qualche giorno, attendi forse un miracolo?

Cosa fai tu piccolo imprenditore? Fai l”Equilibrista! Prendi un po di quà, versi la, preghi di qua, urli di la, recuperi qui, paghi li.

Ma se la fortuna è cieca, si sa, la sfiga ci vede benissimo e cosa può mai attendersi un piccolo sfortunato imprenditore? Si rompe una macchina vitale per il completamento e la consegna di una commessa. Ti serve consegnare per tempo perchè quel cliente ti ha garantito il pagamento immediato e quei soldi ti serviranno per pagare gli operai, le tasse e coprire il “buco” sempre più grande in banca.

Imprenditoreee! Imprenditore! La macchina che si è rotta l’hanno costruita i crucchi maledetti e solo loro possono intervenire su quegli apparecchi e loro costano duemilacinquecento euro al giorno e dagli italiani vogliono essere pagati prima, dove banche_ueprenderai i diecimila euro che ti servono da spedire in Germania? Non li hai e non li avrai da nessuno.

Nessuno aiuta l’imprenditore, neppure la “sua” banca che, rapidamente, si insospettisce dalla preoccupazione che gli occhi stanchi trasudano (lei, loro sono delle entità vive e sanno percepire i tuoi turbamenti, la presenza e l’assenza di liquidità).

La merce destinata all’unico cliente “pagante” rimasto non parte e ovviamente i soldi non arrivano ma le scadenze, le cartelle esattoriali, le more, i conti e le fatture da pagare si, puntuali come la morte.

Il tempo è tiranno e fare gli “Equilibristi” sul filo del rasoio non è salutare.

Dieci giorni non sono ancora trascorsi ed ecco che l’assistente del nostro Imprenditore entra nell’ufficio con una faccia cinerea e con qualche riga umida sulle guance provate dalle preoccupazioni e dall’età. L’Imprenditore comprende immediatamente. <E’ la banca. Ci intima di “rientrare” dall’affidamento>, mormora lei con un filo di voce.

Una settimana e un giorno per restituire alla banca, che tanto gentile era stata pochi anni addietro quando gli chiese di affidare lei i risparmi di una vita con la promessa subdola che li avrebbe moltiplicati come i “pani e i pesci”, per restituirle più di un milione di maledettissimi euro.

suicidi (1)L’imprenditore non sa più ne pensare ne agire. Non c’è da pensare, non ha ne soldi, ne risorse economiche, ha utilizzato tutto per tenere in piedi la sua azienda e pagare i suoi operai pur di non chiudere, uccidere la sua “creatura”. La banca, gentile ed umana, ora lo costringe al fallimento, Basilea 1 e Basilea 2 e presto Basilea 3 l’hanno trasformata in un mostro inanimato e cinico. Perde la casa in cui lui, sua moglie e i suoi figli abitano. Perde tutto. Gli rimane solo una tristezza infinita nel cuore e null’altro.

contro-equitaliaLa sofferenza, il dolore, le umiliazioni, i pentimenti (per essere stato troppo onesto) si concentrano in una mente stanca ed abbattuta, depressa. Si lascia cadere nel vuoto. Mentre il vento veloce accarezza il suo volto dalla barba incolta, ancora una volta si sente solo e pensa e ha il tempo di maledire chi lo ha ucciso: maledetti, perchè avete preteso, perchè avete succhiato per anni il mio sangue, perchè mi avete fatto lavorare così tanto. Perchè mi avete spinto giù? Maledetti. Maledetto Stato, maledetto Parassita. Maledette banche, maledetti Parassiti.

L’Imprenditore smette di soffrire. Ora i suoi occhi tristi incontrano molti altri occhi tristi.

Solo alcuni dei nomi dei “Martiri” dell’onestà e del lavoro, dell’impegno quotidiano in un’Italia che non esiste più. Onesti Imprenditori uccisi dallo Stato insensibile e vorace: Albino Mazzaro, Gabriele Gaudenzi, Andrea Zampi, Elia Marcante, Giovanni Schiavon, Giuseppe Campaniello e tanti, tanti altri, troppi!crisi-economica-imprenditori-suicidi-anteprima-600x412-616664

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Seleka conquistano capitale Repubblica Centrafricana. Francia invia truppe

CentraficaDopo Somalia, Mali, Nigeria ed altri stati in cui la povertà quanto le armi, malattie e ingerenze straniere la fanno da padrone, anche la Repubblica Centrafricana subisce la stessa sorte: l’estremismo islamista, la “ribellione pilotata”.

Qui i ribelli Seleka hanno conquistato la capitale dello stato africano facendo fuggire il presidente ormai deposto. Paese tra i più poveri del pianeta, ex colonia equatoriale francese, subisce l’ingiuria del fanatismo che va ad aggiungersi alle continue guerre intestine generate da ripetuti golpe sanguinari. Chi ci guadagna in tutto ciò? Chi ha interesse ad “accaparrarsi” paesi poverissimi quali Mali, Somalia, Ciad, Sudan, Repubblica Centraficana? Perché?

Analizziamo quanto sta succedendo in MO e in Africa da qualche anno a questa parte e forse verremo a capo dell’intrigata matassa.

Nell’ormai lontano 1992 scoppia il conflitto civile in Somalia. Ben presto alla guerra civile somala si uniscono militanti islamici e conquistano metro dopo metro gran parte del paese con grandi sofferenze per la popolazione, tanto che l’ONU si vede costretta ad intervenire. Perchè gli islamisti hanno violentemente combattuto per il controllo della Somalia che offre solo probabilità di trivellazione per la ricerca del petrolio? Perchè occuparsi di un Paese senza risorse e tra i più poveri del mondo, cosa cercavano?

L’Etiopia,sostenuta dagli USA, sentendosi minacciata, nel 2006 reagisce, da qui l’attuale conflitto.

Poco dopo un gruppo islamico ancora più sanguinario appare in Nigeria, come trasportato dal vento del deserto. Anche qui a suon di attentati e scontri con l’esercito federale si fanno spazio tra le regioni del nord, quelle più povere, tentano di imporre l’islamismo al 50% della popolazione cattolica.

Giungono infine i venti della Primavera Araba. La Tunisia si ribella alle angherie e ruberie di Ben Ali e il 14 gennaio del 2011 il popolo stanco affamato ed inferocito riesce a farlo fuggire. Poche ore dopo la fuga del dittatore, come se tutto fosse stato preparato a tavolino in salotti ben più ricchi di quelli tunisini, arriva da Londra un ex terrorista tunisino, esiliato da Ben Ali venti anni prima. Tale “Sceicco” compra letteralmente la classe più povera tunisina così come facevano un tempo i conquistadores con indigeni d’Amazzonia, con perline e specchietti. Il suo partito reso illegale nel paese ritorna in auge e vince le prime elezioni libere del paese. La bella Tunisia nel giro di pochi mesi si ritrova in una condizione di frustrazione economica, finanziaria, morale e civile ben peggiore di quella che aveva subito con il precedente dittatore. Un governo inetto guida per quasi due anni i tunisini, privandoli dei loro principali diritti acquisiti ed agevolando l’estremismo salafista. Il popolo tunisino piomba in una buia e grigia coltre di instabilità. Chi finanzia Ganuochi, lo Sceicco e Marzouki il “presidente”? (Beh, chi finanzia Marzouki, compare di merende di Ganuochi si sa, lui percepisce il lauto stipendi mensile di 50.000 € da Aljazeera. Principale network televisivo del Qatar).

La scia rivoluzionaria tunisina ben presto si propaga in Libia e Gheddafi viene costretto prima alla fuga e poi ucciso e quasi il 50% del paese piomba in mano agli islamisti. Egitto: stessa sorte per Mubarak che viene deposto ed imprigionato. Sanguinosi scontri alla fine portano a pseudo elezioni in cui trionfano i Fratelli Mussulmani che, lentamente ed inesorabilmente, sublimano quel poco di libertà che gli egiziani avevano conquistato in anni di dittatura, per farli così entrare nell’oblio dell’islamismo.

Scoppia la rivolta in Mali. Anche qui truppe ben armate di ribelli che parlano arabo, partendo dal nord iniziano a massacrare i civili accusandoli di miscredenza e di altri insulsi misfatti noti solo al loro farneticante credo. Quando il governo del Mali non riesce più a far fronte alla pressione sempre più decisa degli islamisti, chiede aiuto alla comunità internazionale e la Francia si sente in dovere di intervenire a sostegno della sua ex colonia.

Sbaragliati dalla supremazia bellica dei francesi i guerriglieri islamisti si disperdono nel deserto a nord e verso l’Africa equatoriale a sud, ad est e ad ovest, andando a rinpinguare le fila dei “colleghi” estremisti in attesa in Nigeria, Repubblica Centrafricana, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto nonché in Siria.

Ci chiederemo: questi “ribelli”, che tali non sono per il semplice fatto che per più del 60% sono mercenari provenienti dai più disparati paesi arabi, dall’Afganistan e Pakistan, quindi non dai paesi in cui è sorta la rivolta, dove attingono le risorse finanziarie necessarie a spostarsi, armarsi, ed esercitare il loro fanatismo lontani dalle loro case?

Chi è dietro a tutto questo?

Chi è interessato a terre desertiche, poverissime e senza risorse? E perché?

Forse una risposta può essere trovata nel recente “disguido” diplomatico accaduto tra Francia e Qatar.

Chi e cosa rappresenta il Qatar?

Ricchissimo e piccolissimo stato della penisola Arabica in cui vige una monarchia assoluta detenuta dall’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani che possiede, non ho scritto male ripeto, possiede il 40% della popolazione del regno oltre a ricchezze inestimabile dovute alla grande abbondanza di petrolio e gas naturale. In Questo emirato la religione spadroneggia con il nome di Wahhabismo.Hamad_bin_Khalifa_Al_Thani

Tale dottrina sostiene tra le varie fantasie fanatiche degli “adepti”, la purezza fondamentale di Dio, l’osservanza rigorosa del Corano, la severa condanna delle consuetudini religiose (la visita ai sepolcri dei personaggi famosi, per esempio) che si erano depositate come altrettante stratificazioni, nel corso del tempo, sulle pratiche devozionali dei musulmani.

Da qui possiamo spiegare la sistematica distruzione dei mausolei cari alla tranquilla popolazione musulmana, in Afganistan, ad opera dei Talebani, in Somalia, in Mali, in Tunisia ad opera dei salafisti.

Non tutte le colpe dovremo attribuirle al Qatar ma a suo sostegno e a piene mani, l’Arabia Saudita finanzia, anch’essa, il diffondersi nel mondo del fondamentalismo islamico, del Wahhabismo, del Salafismo, del fanatismo.

Credo che sia inutile aggiungere altro e che non sia necessario, a questo punto, dare delle risposte alle molteplici domande poste precedentemente nell’articolo.

(ilPrisco)

Attrice porno a capo dell’ufficio stampa dell’INGV: “sono stata raccomandata da un politico”

Dopo la nomina di un professore di ginnastica a direttore generale, ora si scopre che il capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Sonia Topazio, è un ex attrice erotica ‘raccomandata‘ da un politico, come ha raccontato lei stessa ad alcuni giornali, diventata famosa per il cortometraggio “Benedetta Trasgressione”, all’interno film erotico Corti circuiti erotici Vol. 2 di Tinto Brass (la foto è tratta dal film).

Alla faccia dei 400 precari dell’ INGV che attendono da anni un contratto, lei ammette candidamente di essere raccomandata, tanto in Italia nessuno si scandalizza più e tutti rispondono che “è normale” e “così fan tutti” (ma silenzio o rassegnazione è sinonimo di complicità) a differenza della Germania dove una tale dichiarazionerappresenterebbe un’autodenuncia da galera.
Pretende di sapere chi ha divulgato la notizia: “Vi dico il nome del politico che mi ha raccomandata se mi dite chi sono i precari che tentano di ancora di screditarmi tirando fuori il mio passato osé. La loro è solo invidia, ma non sono diversi, sono messi lì dai baroni universitari. La differenza è che io ho un grande passato e posso riciclarmi, loro fuori dall’istituto non contano un cazzo”.
Vagli a spiegare che la cosa scandalosa di tutto questo non è la presenza di scienziati in un istituto di geofisica e vulcanologia ma il problema è che solitamente non ci sono la attrici hard a tenere d’occhio i terremoti.
 (Italy Leaks)
Fonte: http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/06/senza-vergogna-attrice-porno-capo.html

Ruba un pezzo di formaggio per sfamare i figli… “ARRESTATA”.

mammaIl suo nome è Angela, è una donna una 51enne disoccupata, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed Angela si è trovata senza soldi e lavoro.

Angela per sfamare i suoi 2 bambini non ha resistito, una volta entrata all’interno del supermercato, ha fatto il giro dei reparti, poi giunta a quello dei “freschi” s’è ritrovata di fronte ad una forma di formaggio. Non ha resistito e l’ha presa. Ma Angela è stata notata. La donna è uscita dal market, nel frattempo sono stati avvertiti i carabinieri, che notandola l’hanno fermata, recuperando anche il formaggio dal valore di € 4,78 centesimi, poi restituito al titolare del market.

Portata alla Stazione dei carabinieri di Montemiletto, Angela confessa le sue colpe: “É la prima volta, credetemi, non sono un ladra ma sono senza lavoro e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare, mi vergogno molto“.

(La Voce Critica)

http://www.lavocecritica.com/ruba-un-pezzo-di-formaggio-per-sfamare-i-figli-arrestata/

Blog & “Blogghisti”

Da tempo ormai siamo abituati ad acquistare i quotidiani in funzione dei nostri orientamenti politici e non perché questo o quel giornale è più o meno serio o perché scrive con coscienza professionale. La nostra mentalità italica ci impone di leggere chi ci sta simpatico e scrive ciò che vogliamo sentirci dire… da qui la colpa dell’estendersi delle testate prezzolate dai partiti. Ma, in qualità di italiani soggetti alle mode planetarie, stanchi di tale continuo bombardamento mediatico della “carta straccia” che giorno per giorno tenta di orientarci in direzioni ben precise scelte a tavolino da leader politici senza scrupoli, abbiamo “aderito” al fenomeno virtuale dei Blog. Mille e mille Blog sono spuntati come funghi sul web nel giro di pochi anni. Molti parlano di frivolezze, altri di auto, moto, cucina, consigliano cure omeopatiche e rimedi della nonna… poco male, forse attingono, anche loro, alla saggezza popolare e alle tradizioni oppure alla “brezze modaiole” degli USA o francesi. Nel web però non ci sono solo i Blog “frivoli”, non me ne vogliano tali menzionati, non intendo certo poco seri o non attendibili, non tutti almeno, ma internet pullula di blog che scrivono di politica, si improvvisano giornalisti (a volte sono solo giornalai… è facile il taglia/incolla con la semplice sostituzione del logo e della firma), critici d’arte, finanziari, economici e chi più ne ha trovati più ne aggiunga alla lista. L’utente virtuale naviga in un mare di blog che “orientano”, criticano, parlano bene o male del personaggio di turno, diffondono notizie vere o spudoratamente false, lavorate ad arte per far si che l’opinione del “popolino” non avvezzo agli squali del web, ci caschi con tutte le scarpe e con i sei neuroni disponibili.

In questo mare virtuale popolato di giusti, informatori ed informati, prezzolati e liberi, costruttivi e distruttivi, di parte e non, restare a galla è veramente difficile. Tutti indistintamente “estendono” le loro idee personalissime o dettate dai partiti (siamo in presenza, in questo caso di Scriba”), su social network e sopratutto su Twitter, mezzo decisamente più immediato ed aperto rispetto ad altri. Avvertenza per i “naviganti”: non azzardatevi a contraddire gli “Scriba” o a esprimere la vostra personalissima opinione; in tale caso sareste attaccati, nella migliore delle ipotesi, con insulti che tirano in ballo la vostra incolmabile ignoranza, fino ad arrivare ai malauguri per una vita senza lavoro, senza salute e sicuramente infelice! Siete avvisati!

Il fatto sta nell’impossibilità degli “Scriba”, o come mi piace chiamarli “Blogghisti” ad accettare che qualsiasi essere pensante possa non accettare ciò che loro pensano o meglio ciò che a loro è imposto. Non hanno capacità di logica razionalità, il loro “istinto” spinge la loro lingua, ma è più giusto dire “tastiera”, solo ed esclusivamente in una direzione: quella delle loro idee e sopratutto verso quella dei loro padroni. Questi “Scriba” un tempo erano veramente dei liberi pensatori ed abili critici ma, a causa della loro stessa “fortuna” professionale, sono stati catturati dalla grande “rete” del denaro che in questi casi assume diversi colori, dal nero più intenso al rosso più acceso, ma è buono come quello che quasi tutti gli italiani guadagnano con tanto sudore ed onestà.

Esiste un’altra categoria di “Blogghisti”, quella dei “Demolitori”.

I ” Demolitori sono i “Blogghisti” che vanno contro tutto e tutti, vorrei fare un paio di esempi: se in Italia tutto marcia nella direzione della corrente fangosa della politica peggiore, loro azzannano chiunque esca dal seminato, se nel Belpaese succede qualcosa di nuovo che spinge gli italiani verso una innovazione politica, loro, a suon di martellate mediatiche infangano fino al punto di convincere i titubanti che non è “cosa buona e giusta” e, vi garantisco, lo fanno con tale arroganza da mettervi a disagio verso le vostre personali convinzioni, ferendo le vostre idee di vita e se non basta, arrivano ad offendervi. Demoliscono criticando indistintamente ciò che è buono oppure no, non ha importanza, criticano distruttivamente ogni iniziativa collettiva che non sia sul piano delle loro limitate concezioni, senza porre un minimo di analisi e, chiaramente senza indicare un perchè; si limitano solo a dire che sei ignorante e che meriti il disagio che stai subendo. Cosa si deve dedurre da ciò? Io credo che la loro miopia di pensiero sia talmente accesa da impedire al loro intelletto di metabolizzare ciò che passa sotto i loro stessi occhi. Ovviamente questo è il mio personalissimo pensiero che, come sempre in un Paese libero e Democratico, sarà soggetto a critiche, soprattutto da parte di chi si sente “ferito” dalla verità dei fatti.

Ovviamente è anche giusto, da parte mia, elogiare l’ottimo lavoro di tantissimi giornalisti che, non graditi dalle testate prezzolate (quasi tutte quelle a tiratura nazionale), hanno deciso di riportare le loro idee, considerazioni, notizie su blog assolutamente liberi e privi di stupidi preconcetti e manipolazioni o su giornali liberi dalle influenze dei palazzi di Roma. Loro diffondono notizie giuste e veritiere, le analizzano in maniera professionale e professionalmente lasciano al lettore la sua personale interpretazione. Merito a questi Blogger!

Dunque, italiani naviganti del web, non rischiate di urtare la sensibilità dei “Blogghisti” o Scriba, già ferita dalla loro stessa ipocrisia, non esponete pubblicamente ciò che pensate, fareste tornare nelle loro menti che un tempo avevano una coscienza propria ed erano liberi!

L’Attesa Per La Fumata Offusca I Problemi Italiani

canna fumata

Nulla sembra essere più importante, in questo momento, per buona parte degli italiani e per tutti i giornali nazionali. Si ha quasi l’impressione che il Buon Benedetto, abbia scelto il momento giusto per compiere il suo coraggioso gesto, sapeva che attirando l’attenzione degli italiani e dei media su di se e sul nuovo Pontefice, avrebbe dato “pace” agli animi in subbuglio in un periodo cruciale per l’Italia. Lui lo sapeva.

Pensiamo per un momento se il già Vescovo di Roma non avesse fatto ciò che ha fatto quali sarebbero state le ripercussioni nell’animo di 57 milioni di italiani, alle prese con un “branco” di politici, ex politici, politicanti nuovi e vecchi che cercano di accaparrarsi una poltrona di lusso, o, stranamente in questo periodo, cercano di difendere quella che stanno per perdere. Immaginiamo: Benedetto XVI è li sul suo bel balcone che pontifica tra gli occhi beati e sognanti dei fedeli di tutta Italia, qualcosa di normale, estremamente normale. TV pubbliche e private, testate giornalistiche a tiratura nazionale e locale, settimanali, mensili, talk show, telegiornali, radiogiornali, social network, tutti, ma proprio tutti si concentrerebbero accanitamente su ciò che fa notizia, ossia il disastro elettorale italiano e lo sgretolamento della struttura politica italiana ad opera della sua stessa dabbenaggine e ingordigia, sulla preoccupazione di Napolitano e su un governo che forse mai arriverà. I poveri italiani non avrebbero avuto altra scelta che ascoltare, vedere, e sentirsi “iniettare” dosi massicce di chiacchiere vuote, promesse e rinfacci, accuse e difese, ascolterebbero con chiarezza lo stridio delle unghie del povero Bersani che elemosina un’accordo a Grillo mentre cerca di arrampicarsi su lucidi specchi, le palesi fandonie di Berlusconi, le chiacchiere da salotto della Santanchè, l’austerità della della Gelmini, il rigore di Alfano, il gracchiare di La Russa, il naso di Fassino, il silenzio godereccio di Renzi, le urla di Grillo e lo starnazzare ruffiano di Vespa…! Poveri italiani, quale supplizio! Ogni istante del giorno e della notte si sarebbero visto sbattere in faccia che da li a due mesi potrebbero perdere la propria casa, il proprio lavoro e la dignità. Un coro unanime si alza: Grazie Papa vecchio e nuovo!

Il vecchio Pontefice si è assunto però una responsabilità pesante perchè ha attirato su di se un nugolo di giornalisti famelici e arrabbiati (quelli allontanati in malo modo dai comizi di Grillo), tanto da sentirsi costretto a “tapparsi” in “casa” a Castelgandolfo per sfuggire all’orda assetata di notizie e scoop.

 Ma, per grazia ricevuta, a dare manforte al Buon ex Pontefice e al novello Papa è giunta la Boccassini che, approfittando astutamente del momento, ha posto fine al suo infinito tentativo di braccare il Silvio sfuggente.

A qualcun’altro, anzi, a qualcos’altro dobbiamo, noi “miseri italiani, un grazie sentito e sincero: al virus che ha imperversato per qualche giorno nel regale intestino della Regina britannica… avvenimento tanto importante per l’Italia intera e per il popolo tutto che la testata Il Giorno ha pubblicato in prima pagina a caratteri cubitali sull’immagine della regal Vegliarda: “PAURA PER LA REGINA” (leggendo quel titolo mi sono spaventato pensando di essere un ignorante assoluto per non aver mai saputo che l’Italia fosse “dotata” di regina).

Bene dunque, tra una stupida notizia e l’altra, tra un attacco fallito (assieme al giornalista che lo ha scritto) dell’Espresso a Grillo, tra un salotto televisivo e l’altro tra una spaventata Bindi e un catatonico Bersani ed uno sfuggente Berlusconi, tra un Papa dimissionario ed enormi scandali pontifici, tra la Merkel e Monti (grande storia d’amore e di sesso selvaggio con l’euro quale stupendo sexy toys), gli italiani si distraggono, sorridono e compatiscono tutto e tutti e poco pensano al disastro che a grandi falcate si avvicina.

(ilPrisco)

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Un Pensiero ai tanti...troppi imprenditori vittime dell'apatia dello Stato! - Scrivo cazzate che mi girano per la testa, ripropongo ciò che credo sia interessante!

Paolo Pieralice

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ilprisco

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