Il Cavaliere dei Somari cavalca un Ronzino

Incarico di Governo a Letta. New Napolitano (la furia della vendetta) designa il PDdino Letta per la formazione di un governo d’urgenza mirato alla rapida risoluzione degli italici problemi. Sui blocchi di partenza l’immancabile “totoministri” che tanto affascina i nostri “giornalai” e fa discutere i trenta o quaranta milioni di esperti politologi italiani sulla bontà di questo o quel parlamentare.

Tutto bello, tutto nuovo.

Ma chi si vuole prendere per il culo? Nulla di innovativo, nessuna “schiarita” politica all’orizzonte marcio e nero dei palazzi romani.

Sono qui, nel mio ufficio immerso nella penombra pomeridiana. Fuori, al di la della finestra aperta a far entrare la carezzevole aria primaverile tarantina, la vita scorre caotica ed ignara di quanto e cosa si confabula nella lontana Roma. Ad un tratto un suono triste di campane infrange il latrato dei cani, il cinguettio degli uccelli e l’arrogante prepotenza dei clacson… “suonano a morto”! Spero che non sia un presagio di default prospettato dal Grillo Catastrofico!

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Io mi chiedo in quale misura la pazienza degli italiani dovrà essere contenuta affinchè non dirompa in un turbine di scellerata violenza? Ma come può un “Essere” tanto spregevole ed artefice, assieme alla sordida complicità del PD, dell’italica disfatta, azzardarsi a emanare editti e minacciare impunemente? Dove sono i bei “principi di mielato collaborazionismo” tanto proclamati durante il buonismo post-elettorale? Dov’è finita l’impellente necessità di un governo che possa risanare, o meglio rattoppare, questa Italia ferita dalla stessa stupida leggerezza dei suoi governanti? Mi chiedo ancora: tornano prevalenti i problemi personalissimi del cavaliere senza cavallo e circondato di somari? Devo pensare, ancora, che i bislacchi proclami pseudo-dittatoriali di Grillo siano cosa buona e giusta? Troppe domande, lo ammetto, ma sono certo che nessuna risposta seria e concreta potra mai giungere a queste orecchie stanche di farneticazioni idiote, vuote e inconcludenti!

IlPrisco

Risposta di Rodotà ad Eugenio Scalfari

Caro direttore,
non è mia abitudine replicare a chi critica le mie scelte o quel che scrivo. Ma l’articolo di ieri di Eugenio Scalfari esige alcune precisazioni, per ristabilire la verità dei fatti.

E, soprattutto, per cogliere il senso di quel che è accaduto negli ultimi giorni. Si irride alla mia sottolineatura del fatto che nessuno del Pd mi abbia cercato in occasione della candidatura alla presidenza della Repubblica (non ho parlato di amici che, insieme a tanti altri, mi stanno sommergendo con migliaia di messaggi). E allora: perché avrebbe dovuto chiamarmi Bersani? Per la stessa ragione per cui, con grande sensibilità, mi ha chiamato dal Mali Romano Prodi, al quale voglio qui confermare tutta la mia stima. Quando si determinano conflitti personali o politici all’interno del suo mondo, un vero dirigente politico non scappa, non dice «non c’è problema », non gira la testa dall’altra parte. Affronta il problema, altrimenti è lui a venir travolto dalla sua inconsapevolezza o pavidità. E sappiamo com’è andata concretamente a finire.

La mia candidatura era inaccettabile perché proposta da Grillo? E allora bisogna parlare seriamente di molte cose, che qui posso solo accennare. È infantile, in primo luogo, adottare questo criterio, che denota in un partito l’esistenza di un soggetto fragile, insicuro, timoroso di perdere una identità peraltro mai conquistata. Nella drammatica giornata seguita all’assassinio di Giovanni Falcone, l’esigenza di una risposta istituzionale rapida chiedeva l’immediata elezione del presidente della Repubblica, che si trascinava da una quindicina di votazioni. Di fronte alla candidatura di Oscar Luigi Scalfaro, più d’uno nel Pds osservava che non si poteva votare il candidato “imposto da Pannella”. Mi adoperai con successo, insieme ad altri, per mostrare l’infantilismo politico di quella reazione, sì che poi il Pds votò compatto e senza esitazioni, contribuendo a legittimare sé e il Parlamento di fronte al Paese.
Incostituzionale il Movimento 5Stelle? Ma, se vogliamo fare l’esame del sangue di costituziona-lità, dobbiamo partire dai partiti che saranno nell’imminente governo o maggioranza. Che dire della Lega, con le minacce di secessione, di valligiani armati, di usi impropri della bandiera, con il rifiuto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, con le sue concrete politiche razziste e omofobe? È folklore o agire in sé incostituzionale? E tutto quello che ha documentato Repubblica nel corso di tanti anni sull’intrinseca e istituzionale incostituzionalità dell’agire dei diversi partiti berlusconiani? Di chi è la responsabilità del nostro andare a votare con una legge elettorale viziata di incostituzionalità, come ci ha appena ricordato lo stesso presidente della Corte costituzionale? Le dichiarazioni di appartenenti al Movimento 5Stelle non si sono mai tradotte in atti che possano essere ritenuti incostituzionali, e il loro essere nel luogo costituzionale per eccellenza, il Parlamento, e il confronto e la dialettica che ciò comporta, dovrebbero essere da tutti considerati con serietà nella ardua fase di transizione politica e istituzionale che stiamo vivendo.

Peraltro, una analisi seria del modo in cui si è arrivati alla mia candidatura, che poteva essere anche quella di Gustavo Zagrebelsky o di Gian Carlo Caselli o di Emma Bonino o di Romano Prodi, smentisce la tesi di una candidatura studiata a tavolino e usata strumentalmente da Grillo, se appena si ha nozione dell’iter che l’ha preceduta e del fatto che da mesi, e non soltanto in rete, vi erano appelli per una mia candidatura. Piuttosto ci si dovrebbe chiedere come mai persone storicamente appartenenti all’area della sinistra italiana siano state snobbate dall’ultima sua incarnazione e abbiano, invece, sollecitato l’attenzione del Movimento 5Stelle. L’analisi politica dovrebbe essere sempre questa, lontana da malumori o anatemi.

Aggiungo che proprio questa vicenda ha smentito l’immagine di un Movimento tutto autoreferenziale, arroccato. Ha pubblicamente e ripetutamente dichiarato che non ero il candidato del Movimento, ma una personalità (bontà loro) nella quale si riconoscevano per la sua vita e la sua storia, mostrando così di voler aprire un dialogo con una società più larga. La prova è nel fatto che, con sempre maggiore chiarezza, i responsabili parlamentari e lo stesso Grillo hanno esplicitamente detto che la mia elezione li avrebbe resi pienamente disponibili per un via libera a un governo. Questo fatto politico, nuovo rispetto alle posizioni di qualche settimana fa, è stato ignorato, perché disturbava la strategia rovinosa, per sé e per la democrazia italiana, scelta dal Pd. E ora, libero della mia ingombrante presenza, forse il Pd dovrebbe seriamente interrogarsi su che cosa sia successo in questi giorni nella società italiana, senza giustificare la sua distrazione con l’alibi del Movimento 5Stelle e con il fantasma della Rete.

Non contesto il diritto di Scalfari di dire che mai avrebbe pensato a me di fronte a Napolitano. Forse poteva dirlo in modo meno sprezzante. E può darsi che, scrivendo di non trovare alcun altro nome al posto di Napolitano, non abbia considerato che, così facendo, poneva una pietra tombale sull’intero Pd, ritenuto incapace di esprimere qualsiasi nome per la presidenza della Repubblica.

Per conto mio, rimango quello che sono stato, sono e cercherò di rimanere: un uomo della sinistra italiana, che ha sempre voluto lavorare per essa, convinto che la cultura politica della sinistra debba essere proiettata verso il futuro. E alla politica continuerò a guardare come allo strumento che deve tramutare le traversie in opportunità.

Il PD “spara” sul Presidente della Repubblica per …

Si fa presto a “sparare sulla Croce Rossa”. Attaccare il Presidente della Repubblica in maniera scellerata per coprire errori, egoismi e cecità politica del PD, è un atto disgustoso. Il Presidente Napolitano, anche se ha commesso diversi errori nel suo settennato, in quest’ultimo caso ha fatto ciò che era giusto fare:esprimere dei dubbi sulle possibilità (capacità, dico io) di Bersani. Bersani e la vecchia classe politica del PD ha sbagliato tutto per quell’esagerato senso di attaccamento alle poltrone dorate e al potere. Oltre a questo, credo, che il PD non abbia voluto rischiare che il “nuovo” che avanza avesse potuto scoprire “altarini” pericolosi per un gruppo che da troppo tempo ha “lavorato” per i propri interessi e non certo per un paese in difficoltà.

IlPrisco

Ruba un pezzo di formaggio per sfamare i figli… “ARRESTATA”.

mammaIl suo nome è Angela, è una donna una 51enne disoccupata, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed Angela si è trovata senza soldi e lavoro.

Angela per sfamare i suoi 2 bambini non ha resistito, una volta entrata all’interno del supermercato, ha fatto il giro dei reparti, poi giunta a quello dei “freschi” s’è ritrovata di fronte ad una forma di formaggio. Non ha resistito e l’ha presa. Ma Angela è stata notata. La donna è uscita dal market, nel frattempo sono stati avvertiti i carabinieri, che notandola l’hanno fermata, recuperando anche il formaggio dal valore di € 4,78 centesimi, poi restituito al titolare del market.

Portata alla Stazione dei carabinieri di Montemiletto, Angela confessa le sue colpe: “É la prima volta, credetemi, non sono un ladra ma sono senza lavoro e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare, mi vergogno molto“.

(La Voce Critica)

http://www.lavocecritica.com/ruba-un-pezzo-di-formaggio-per-sfamare-i-figli-arrestata/

Blog & “Blogghisti”

Da tempo ormai siamo abituati ad acquistare i quotidiani in funzione dei nostri orientamenti politici e non perché questo o quel giornale è più o meno serio o perché scrive con coscienza professionale. La nostra mentalità italica ci impone di leggere chi ci sta simpatico e scrive ciò che vogliamo sentirci dire… da qui la colpa dell’estendersi delle testate prezzolate dai partiti. Ma, in qualità di italiani soggetti alle mode planetarie, stanchi di tale continuo bombardamento mediatico della “carta straccia” che giorno per giorno tenta di orientarci in direzioni ben precise scelte a tavolino da leader politici senza scrupoli, abbiamo “aderito” al fenomeno virtuale dei Blog. Mille e mille Blog sono spuntati come funghi sul web nel giro di pochi anni. Molti parlano di frivolezze, altri di auto, moto, cucina, consigliano cure omeopatiche e rimedi della nonna… poco male, forse attingono, anche loro, alla saggezza popolare e alle tradizioni oppure alla “brezze modaiole” degli USA o francesi. Nel web però non ci sono solo i Blog “frivoli”, non me ne vogliano tali menzionati, non intendo certo poco seri o non attendibili, non tutti almeno, ma internet pullula di blog che scrivono di politica, si improvvisano giornalisti (a volte sono solo giornalai… è facile il taglia/incolla con la semplice sostituzione del logo e della firma), critici d’arte, finanziari, economici e chi più ne ha trovati più ne aggiunga alla lista. L’utente virtuale naviga in un mare di blog che “orientano”, criticano, parlano bene o male del personaggio di turno, diffondono notizie vere o spudoratamente false, lavorate ad arte per far si che l’opinione del “popolino” non avvezzo agli squali del web, ci caschi con tutte le scarpe e con i sei neuroni disponibili.

In questo mare virtuale popolato di giusti, informatori ed informati, prezzolati e liberi, costruttivi e distruttivi, di parte e non, restare a galla è veramente difficile. Tutti indistintamente “estendono” le loro idee personalissime o dettate dai partiti (siamo in presenza, in questo caso di Scriba”), su social network e sopratutto su Twitter, mezzo decisamente più immediato ed aperto rispetto ad altri. Avvertenza per i “naviganti”: non azzardatevi a contraddire gli “Scriba” o a esprimere la vostra personalissima opinione; in tale caso sareste attaccati, nella migliore delle ipotesi, con insulti che tirano in ballo la vostra incolmabile ignoranza, fino ad arrivare ai malauguri per una vita senza lavoro, senza salute e sicuramente infelice! Siete avvisati!

Il fatto sta nell’impossibilità degli “Scriba”, o come mi piace chiamarli “Blogghisti” ad accettare che qualsiasi essere pensante possa non accettare ciò che loro pensano o meglio ciò che a loro è imposto. Non hanno capacità di logica razionalità, il loro “istinto” spinge la loro lingua, ma è più giusto dire “tastiera”, solo ed esclusivamente in una direzione: quella delle loro idee e sopratutto verso quella dei loro padroni. Questi “Scriba” un tempo erano veramente dei liberi pensatori ed abili critici ma, a causa della loro stessa “fortuna” professionale, sono stati catturati dalla grande “rete” del denaro che in questi casi assume diversi colori, dal nero più intenso al rosso più acceso, ma è buono come quello che quasi tutti gli italiani guadagnano con tanto sudore ed onestà.

Esiste un’altra categoria di “Blogghisti”, quella dei “Demolitori”.

I ” Demolitori sono i “Blogghisti” che vanno contro tutto e tutti, vorrei fare un paio di esempi: se in Italia tutto marcia nella direzione della corrente fangosa della politica peggiore, loro azzannano chiunque esca dal seminato, se nel Belpaese succede qualcosa di nuovo che spinge gli italiani verso una innovazione politica, loro, a suon di martellate mediatiche infangano fino al punto di convincere i titubanti che non è “cosa buona e giusta” e, vi garantisco, lo fanno con tale arroganza da mettervi a disagio verso le vostre personali convinzioni, ferendo le vostre idee di vita e se non basta, arrivano ad offendervi. Demoliscono criticando indistintamente ciò che è buono oppure no, non ha importanza, criticano distruttivamente ogni iniziativa collettiva che non sia sul piano delle loro limitate concezioni, senza porre un minimo di analisi e, chiaramente senza indicare un perchè; si limitano solo a dire che sei ignorante e che meriti il disagio che stai subendo. Cosa si deve dedurre da ciò? Io credo che la loro miopia di pensiero sia talmente accesa da impedire al loro intelletto di metabolizzare ciò che passa sotto i loro stessi occhi. Ovviamente questo è il mio personalissimo pensiero che, come sempre in un Paese libero e Democratico, sarà soggetto a critiche, soprattutto da parte di chi si sente “ferito” dalla verità dei fatti.

Ovviamente è anche giusto, da parte mia, elogiare l’ottimo lavoro di tantissimi giornalisti che, non graditi dalle testate prezzolate (quasi tutte quelle a tiratura nazionale), hanno deciso di riportare le loro idee, considerazioni, notizie su blog assolutamente liberi e privi di stupidi preconcetti e manipolazioni o su giornali liberi dalle influenze dei palazzi di Roma. Loro diffondono notizie giuste e veritiere, le analizzano in maniera professionale e professionalmente lasciano al lettore la sua personale interpretazione. Merito a questi Blogger!

Dunque, italiani naviganti del web, non rischiate di urtare la sensibilità dei “Blogghisti” o Scriba, già ferita dalla loro stessa ipocrisia, non esponete pubblicamente ciò che pensate, fareste tornare nelle loro menti che un tempo avevano una coscienza propria ed erano liberi!

Grillo turba i sogni di Bersani

Il Pd affidi al M5S (senza contropartite) la seconda carica dello Stato

di Paolo Flores d’Arcais

Chiedere a Grillo di aprire a Bersani è privo di senso, anche quando viene fatto con le migliori intenzioni da persone e personalità certamente disinteressate. Grillo e Casaleggio hanno infatti reiterato a sufficienza che il M5S non appoggerà alcun governo scelto “dai partiti” (fosse anche corretto con “indipendenti” ineccepibili), e ogni sollecitazione in questa direzione non può che apparire un tentativo di creare divisioni pro-Pd all’interno del movimento. E’ molto sensato, piuttosto, ma stranamente non viene fatto da nessuno, chiedere a Bersani di aprire al M5S, in modo unilaterale e senza chiedere nulla in cambio, neppure per sottointesi, sia chiaro, ma proprio e assolutamente “gratis et amore Dei”.

So già che molti nella “sinistra” ufficiale si stracceranno le vesti, considerando punitiva verso il Pd la pretesa da me avanzata. Perché dovrebbe “cedere” Bersani, anziché Grillo? La dose minima di Realpolitik risponde: perché è Bersani, e non Grillo, a trovarsi in un “cul de sac” e tenere di conseguenza nella paralisi l’intero paese. Semmai, è purtroppo possibile che perfino un’apertura unilaterale e senza contropartite del Pd al M5S suoni a Grillo e Casaleggio infida, e per eccesso di sospettosità venga rifiutata aprioristicamente, malgrado le due “aperture” non siano affatto speculari.

Di che cosa potrebbe/dovrebbe trattarsi?
Il Pd, già quando si chiamava Pci, sosteneva che fosse giusto sul piano istituziona-le affidare la presidenza di una delle due camere all’opposizione. E continua ad avanzare questo progetto, esigendo però che il M5S, cui dovrebbe andare, accetti una trattativa sui due nomi. In tal modo vanifica il progetto stesso, visto il rifiuto ad ogni pourparler da parte di Grillo e Casaleggio. Il Pd dovrebbe/potrebbe, invece, se la scelta di una presidenza alle opposizioni non è strumentale ma nasce da convinzione istituzionale, dichiarare che al Senato porterà i suoi voti sul candidato del M5S, senza chiedere nulla in cambio e per puro senso dello Stato, consegnandone la seconda carica (il presidente del Senato sostituisce quello della Repubblica se assente o in impedimento) ai veri vincitori delle elezioni.

Di nuovo, so che molti nel centro-sinistra si stracceranno le vesti, di fronte alla richiesta di un tale inaudito “sacrificio”. Ma se si crede davvero che una presidenza debba andare alle opposizioni, e se l’opposizione non vuole trattare su ambedue, i numeri dicono che solo il Senato può essere affidato al M5S, con un gesto unilaterale e senza contropartite, visto che solo alla Camera il Pd può eleggere il suo senza nessun apporto.

Insomma, una presidenza M5S al Senato sarebbe giusta sia per segnalare il senso più profondo del risultato elettorale, sia in coerenza con quanto il Pd (fin dai tempi del Pci) ha teorizzato, sia per “responsabilizzare” istituzionalmente, senza trappole o sospetti di trappole, il movimento di Grillo e Casaleggio. E’ possibile che i due leader considerino anche questo un “regalo avvelenato”, un’esca con cui finirebbero omologati, ma darebbero in tal modo la netta sensazione di non avere fiducia in se stessi.

E’ dunque possibile, perciò, che forti della seconda carica dello Stato continuerebbero a dire di no al tentativo Bersani e a ogni governo con una qualsiasi presenza partitica, ma potrebbero poi sentirsi talmente forti da avanzare al Capo dello Sato, dopo il fallimento certo di Bersani, un loro “programma in 8 punti” alternativo, che riassuma quello del movimento (cominciando dall’abrogazione del finanziamento e della Tav, invise a Bersani ma non agli elettori Pd), e un loro nome di altissimo profilo fuori dei partiti per realizzarlo. Non un governo del Presidente ma un governo extra-partiti (dell’Antipolitica, direbbe Scalfari: in realtà dell’Altrapolitica) presieduto da un nome scelto da Grillo e Casaleggio. Mettendo loro il Pd con le spalle al muro, poiché sarebbe Bersani (e Renzi e l’intero centro-sinistra) a decidere se dire sì o no a un nome di “chiara fama” e a un programma di autentico rinnovamento (non la minestrina proposta da Bersani), e rifiutandolo assumersi la responsabilità della ingovernabilità e del ritorno alle urne (con il Porcellum!).

Affidare la presidenza del Senato a un candidato di Grillo e Casaleggio sarebbe insomma razionale, sarebbe equanime, sarebbe vantaggioso per il paese, sarebbe coerente con quanto predicato un tempo dal centro-sinistra. Ma sono quasi certo che il centro-sinistra si guarderà bene dal fare questa “mossa del cavallo” necessaria per far vincere il famoso “interesse generale”, sempre invocato ma mai perseguito davvero. Temo che tra il senso delle istituzioni, che la suggerirebbe, e l’attaccamento alle poltrone, vincerà quest’ultimo, fornendo al M5S un argomento di più, anziché uno di meno, per la prossima campagna elettorale.

(11 marzo 2013) (MicroMega)

L’Attesa Per La Fumata Offusca I Problemi Italiani

canna fumata

Nulla sembra essere più importante, in questo momento, per buona parte degli italiani e per tutti i giornali nazionali. Si ha quasi l’impressione che il Buon Benedetto, abbia scelto il momento giusto per compiere il suo coraggioso gesto, sapeva che attirando l’attenzione degli italiani e dei media su di se e sul nuovo Pontefice, avrebbe dato “pace” agli animi in subbuglio in un periodo cruciale per l’Italia. Lui lo sapeva.

Pensiamo per un momento se il già Vescovo di Roma non avesse fatto ciò che ha fatto quali sarebbero state le ripercussioni nell’animo di 57 milioni di italiani, alle prese con un “branco” di politici, ex politici, politicanti nuovi e vecchi che cercano di accaparrarsi una poltrona di lusso, o, stranamente in questo periodo, cercano di difendere quella che stanno per perdere. Immaginiamo: Benedetto XVI è li sul suo bel balcone che pontifica tra gli occhi beati e sognanti dei fedeli di tutta Italia, qualcosa di normale, estremamente normale. TV pubbliche e private, testate giornalistiche a tiratura nazionale e locale, settimanali, mensili, talk show, telegiornali, radiogiornali, social network, tutti, ma proprio tutti si concentrerebbero accanitamente su ciò che fa notizia, ossia il disastro elettorale italiano e lo sgretolamento della struttura politica italiana ad opera della sua stessa dabbenaggine e ingordigia, sulla preoccupazione di Napolitano e su un governo che forse mai arriverà. I poveri italiani non avrebbero avuto altra scelta che ascoltare, vedere, e sentirsi “iniettare” dosi massicce di chiacchiere vuote, promesse e rinfacci, accuse e difese, ascolterebbero con chiarezza lo stridio delle unghie del povero Bersani che elemosina un’accordo a Grillo mentre cerca di arrampicarsi su lucidi specchi, le palesi fandonie di Berlusconi, le chiacchiere da salotto della Santanchè, l’austerità della della Gelmini, il rigore di Alfano, il gracchiare di La Russa, il naso di Fassino, il silenzio godereccio di Renzi, le urla di Grillo e lo starnazzare ruffiano di Vespa…! Poveri italiani, quale supplizio! Ogni istante del giorno e della notte si sarebbero visto sbattere in faccia che da li a due mesi potrebbero perdere la propria casa, il proprio lavoro e la dignità. Un coro unanime si alza: Grazie Papa vecchio e nuovo!

Il vecchio Pontefice si è assunto però una responsabilità pesante perchè ha attirato su di se un nugolo di giornalisti famelici e arrabbiati (quelli allontanati in malo modo dai comizi di Grillo), tanto da sentirsi costretto a “tapparsi” in “casa” a Castelgandolfo per sfuggire all’orda assetata di notizie e scoop.

 Ma, per grazia ricevuta, a dare manforte al Buon ex Pontefice e al novello Papa è giunta la Boccassini che, approfittando astutamente del momento, ha posto fine al suo infinito tentativo di braccare il Silvio sfuggente.

A qualcun’altro, anzi, a qualcos’altro dobbiamo, noi “miseri italiani, un grazie sentito e sincero: al virus che ha imperversato per qualche giorno nel regale intestino della Regina britannica… avvenimento tanto importante per l’Italia intera e per il popolo tutto che la testata Il Giorno ha pubblicato in prima pagina a caratteri cubitali sull’immagine della regal Vegliarda: “PAURA PER LA REGINA” (leggendo quel titolo mi sono spaventato pensando di essere un ignorante assoluto per non aver mai saputo che l’Italia fosse “dotata” di regina).

Bene dunque, tra una stupida notizia e l’altra, tra un attacco fallito (assieme al giornalista che lo ha scritto) dell’Espresso a Grillo, tra un salotto televisivo e l’altro tra una spaventata Bindi e un catatonico Bersani ed uno sfuggente Berlusconi, tra un Papa dimissionario ed enormi scandali pontifici, tra la Merkel e Monti (grande storia d’amore e di sesso selvaggio con l’euro quale stupendo sexy toys), gli italiani si distraggono, sorridono e compatiscono tutto e tutti e poco pensano al disastro che a grandi falcate si avvicina.

(ilPrisco)

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