Antono Razzi “onorevolmente” lecchino!

Una sola domada: come un Paese come l’Italia può “permettersi” un simile essere quale rappresentante del suo onesto e civile popolo? Leggete qui cosa :”l’essere” dice in una breve intervista. .. assurdo!!!

RAZZI, PER CAV MI BUTTEREI SOTTO TRENO

Sono di sua proprietà, quel che mi dice faccio, anche morire

(ANSA) – ROMA, 4 NOV – “Io non sono né falco e né colomba nel Pdl, sono solo di proprietà di Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio”. Così Antonio Razzi (Pdl),a ‘Un Giorno da Pecora’ su Radio2. Per Berlusconi lei farebbe qualunque cosa? “Farei qualsiasi cosa”. Si getterebbe anche sotto un treno? “Certo, perché no? Per salvare l’Italia lo farei”, ha detto Razzi disposto anche a morire per Berlusconi “se serve per il bene del Paese”. In quale modo sarebbe disposto a morire? “Un infarto, in modo veloce”.

L’ordine mondiale

Il potere mondiale teme il risveglio delle coscienze

L’inquietante personaggio che con le sue dichiarazioni ha aperto il dibattito sull’argomento che andremo a trattare, si chiama Zbigniew Brzezinski, un accademico ed esperto di politica internazionale (immigrato dalla Polonia negli Stati Uniti alla fine della seconda guerra mondiale) che ha collaborato con i vari governi americani e che soprattutto risulta essere il fondatore, insieme a David Rockefeller ed Henry Kissinger, della potente “Commissione Trilaterale”.
La sua linea di pensiero ha sempre denotato delle tendenze tipicamente globalizzanti e miranti all’egemonia di un “unico governo mondiale finanziario” ; non a caso nel 1956 scrisse assieme a Carl J. Friedrich “Totalitarian Dictatorship and Autocracy” ove, oltre a vari punti standard legati alla sua idea di totalitarismo globale, innescava anche l’anelito a cambiare e condizionare le “coscienze individuali” al fine di massificarle.
Durante un suo recente discorso tenuto in Polonia alla presenza di rappresentanti elìtari lo scorso 26 Novembre, Brzezinski (peraltro anche ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale statunitense e massimo rappresentante del “nuovo ordine mondiale”) ha sottolineato l’esigenza del “dover condizionare i popoli” mediante quello che i romani chiamavano “ludi et circenses” al fine di soffocare quello che si sta manifestando, ovvero un movimento mondiale delle coscienze collettive “risvegliate” che secondo il suo parere è ormai fuori controllo; radio, televisione ed internet pianificati dal Sistema per finalità di condizionamento globale, in realtà “hanno generato nel contempo un risveglio di massa universale della coscienza civile e politica” di tutti quegli individui consapevoli impegnati a farsi promotori delle istanze a tutela dei Popoli.

Brzezinski ha dichiarato ai presenti: ”la Resistenza Collettiva Sveglia e motivata da profonda Coscienza Civile, rappresentata da porzioni di popoli storicamente risentiti dal dominio esterno, sta dimostrando di essere difficile da sopprimere…Un simile tipo di resistenza sarà di notevole ostacolo per l’imposizione di un nuovo ordine mondiale e per il tentativo degli stati uniti di controllare le collettività mediante la manipolazione tecnologica e digitale…L’era digitale avrebbe comportato la comparsa graduale di una società più controllata. Una tale società sarebbe stata dominata da un elìte, scevra da valori tradizionali. Sarebbe stato possibile esercitare una sorveglianza quasi continua su tutti i cittadini e mantenere file completi ed aggiornati contenenti anche le informazioni più personali. Questi file in tempo reale sarebbero risutlati accessibili alle Autorità”…

In effetti la preoccupazione di Brzezinski deriva dalla riflessione che il “risveglio spontaneo di una coscienza civile di massa” rappresenterebbe un inesplorato spazio da tradurre in termini geopolitici che i “poteri forti” sarebbe difficile da codificare, conquistare e controllare, rappresenterebbe la fine dell’Era Geopolitica influenzata dagli hardware e farebbe spazio ad una nuova Era Psicopolitica; si osserverebbe il declino del sistema del tecnologismo e l’affermazione del sistema della comunicazione attiva. L’accademico, senza compiacimento, ha dovuto ammettere che questo “risveglio civile” non si imporrebbe con le rivoluzioni, le sommosse, gli scioperi ma con “eventi della comunicazione” ovvero l’eco generato dalla comunicazione libera e consapevole che paralizza i poteri costringendo l’oppressore a modificare la sua politica fino a farla divenire un’altra, sconvolgendo tutta la sua rete di certezze con il tam tam di informazioni che corre tra la collettività risvegliata. Tale inaspettata dinamica verrebbe a rappresentare un ostacolo enorme per il progetto di un governo egemone mondiale.

Davanti ad una simile contingenza, anche il peso delle dinamiche repressive militari sta dovendo rivedere le sue “precedenti logistiche”; un tempo era più facile controllare un milione di persone che ucciderne fisicamente lo stesso milione…oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone che controllarle tutte.

La rivolta globale che si è andata a propagare in molteplici territori, si sostanzia in una reazione contro la dittatura usurocratica finanziaria, la negazione dei diritti, la brutalità della polizia e la repressione politica che ha visto il potere spostato su “entità tecniche e finanziarie”.

Il progetto di “democratizzazione” tanto millantato dalle Forze di Potere Occidentali che auspica un falso mito di “stato democratico” (con tanto di elezioni multipartitiche fittizie , attività della società civile opportunamente propagandate , falsa indipendenza dei media), in realtà mantiene il tutto sotto l’egemonia della Banca Mondiale, il FMI, le multinazionali e le organizzazioni di potere quali Bilderberg, Aspen, Commissione Trilaterale.

Naturalmente un simile Potere egemone, capitalista e globalizzante, vede come nemici quegli Stati che agiscono per autodeterminare la propria Identità, la propria Forza e la propria Cultura; la gerarchia usurocratica internazionale esige invece la gregarietà, la dipendenza, la debolezza e l’evaporazione del patrimonio e della cultura, in modo tale da poter fagocitare ogni Nazione all’interno dell’inquietante governo mondiale.

Questo attivismo civile sta generando un moto nella ricerca di dignità personale, di tutela nei confronti di culture e di opportunità economiche, che possano consentire l’autodeterminazione di ogni Popolo.

Nascerà l’Era della Psicopolitica, movimentata dalla comunicazione attiva contrapposta a quella che il potere continuerà ad usare per il condizionamento delle masse. Sicuramente “i poteri” tenteranno ostruzionismi vari sulle comunicazioni web o troveranno il sistema di controllare la sostanza delle argomentazioni; ma il risveglio delle collettività proseguirà imperterrito il suo corso inserendo nuove modalità e linguaggi legati soprattutto al terreno dei Valori, degli Ideali e di una “Umana Umanità”.

Articolo di Lupo di Selva
Tratto da:http://terrarealtime.blogspot.it/?m=1

Un essere che vive sulla pelle degli altri non si smentisce mai:Antonio Razzi (IDV – PDL)

RazziAntonio Razzi: Quando l’Italia e il mondo intero ha avuto il dispiacere di guardare il video, ripreso a sua insaputa, ed ascoltare le sue parole che certo non fanno onore ad un “rappresentante” del Popolo Italiano ( -l’essere si dichiarava fortunato di non essere stato “inculato” dalle tempistiche della tornata elettorale giusto per dieci giorni, altrimenti avrebbe perso la pensione – ) ha avuto un sussulto di disgusto, di ribrezzo. Questa è stata la preoccupazione principale dell’abruzzese Antonio Razzi fino a qualche tempo fa, ma ora le preoccupazioni che affollano ed affolleranno per lunghi periodi (visti i tempi della giustizia italiana) il suo microcefalo sono ben altre: indagato dalla Magistratura per una serie di reati legati alla compravendita di senatori perpetrata dal cavalier Berluska ai danni dell’allora premierino Prodi.

Eppure, nonostante tutto, noi “buoni coglioni italiani continuiamo a strapagare Antonio Razzi!

Video ipocrisia e video rivelatore: la doppia faccia di Antonio Razzi! http://youtu.be/0aiNbGFmoR8

Complimenti!

ilPrisco

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?.

Bimba esclusa dalla mensa… Niente soldi per pagare la rerra! Una studentessa lo fa a posto delle istituzioni (di merda)

Oggi cliccando qua e la su twitter, nell’aria tiepida del primo pomeriggio tarantino, la mia attenzione è stata attirata dal twitt di un mio following @CesareOrtis .
Nel suo twitt si lamentava aspramente a lettere maiuscole dicendo:”MA CHE PAESE SIAMO DIVENTATI?” e di seguito invitava con enfasi di leggere l’articolo del link.
Leggo, mentre, da solo mangio un piatto di spaghetti con le cozze (cosa vuoi mangiare di meglio?) guardando il Mar Piccolo e il vecchio e grigio incrociatore della marina militare che dondola pigro tra basse onde di un mare inquinato.
Leggo l’articolo e in un istante tutto diventa grigio e disgustoso: il cielo terso e azzurro s’annuvola, il mare diviene grigio blu, il vento si raffredda e diventa tagliente… persino gli spaghetti, superbi fino a quel momento, diventano insapore e appiccicosi!
Una bambinetta in età d’asilo è messa da parte dagli inservienti di una mensa scolastica perché i genitori non possono pagare la retta mensile! Lei piccola, indifesa e del tutto dipendente dagli adulti che hanno già distrutto il mondo che lei dovrà vivere e che hanno sperperato tutto ciò che a lei e ai suoi figli e nipoti sarebbe servito per vivere, lei, dicevo messa in un cantuccio distante dagli altri bambini che “possono” mangiare! @CesareOrtis si chiede “che paese siamo diventati?” Uno dei peggiori, dico io. Quale vergogna, quale umiliazione per chi ha ancora un cuore ben localizzato nel torace?
Leggo ancora e scopro che una studentessa universitaria sarda e fuori sede, legge la notizia, si intristisce, poi si indigna e poi decide, nell’anonimato di pagare la retta della mensa alla bambina, che già presenta chiari segni di denutrizione.
Che paese siamo diventati?
Allontaniamo una bambina dell’asilo dalla mensa e facciamo in modo che la sua salute ne risenta (l’ha detto il medico, non io) e che i suoi piccoli compagni la deridano, la emarginino e facciamo in modo che lei si senta emarginata e colpevole perché lei… Lei non può mangiare come gli altri bambini.
Che paese siamo diventati se tutti noi abbiamo permesso e continuiamo a permettere che accada tutto ciò?
Non voglio, in questo momento, scrivere cosa penso di quegli “esseri” ignobili che continuano a litigare per le loro maledette poltrone a Roma… Non posso farlo, finirei in galera e anche io ho una figlia da far crescere, ma il mio disgusto è talmente tanto da spingermi all’odio più profondo verso chi ha fatto in modo che tutto ciò accadesse e si perpetuasse nel tempo.
Qui di seguito potrete leggere l’articolo pubblicato dal “Quotidiano.com” che potrà darvi tutte le tristi sfumature di questa triste storia.
Un ringraziamento a Cesare Ortis che con la sua attenzione alla mia attenzione quanto appena raccontato.

ilPrisco

Quotidiano.net

Roma, 23 aprile 2013 – Una bambina in difficoltà economiche, una studentessa fuori sede. La piccola, deperita e sottopeso perché esiliata all’ora di pranzo dagli altri bambini: la sua famiglia non ha i soldi per pagarle la mesa. La studentessa, legge la sua storia su un giornale locale – Provincia di Pavese – e decide: “Pago io la mensa a quella bambina”. Questa storia di ‘crisi’, che colpisce per i suoi giovani protagonisti, è accaduta pochi giorni fa a Vigevano. Inoltre, la piccola allieva in difficoltà economiche, da qualche settimana, oltre a non poter mangiare a mensa con gli altri bambini, non riesce più neanche a mangiare il suo solito panino che la mamma ogni giorno, da sei mesi, le mette nello zaino insieme a una bottiglietta d’acqua.

Difficoltà economiche quindi: in casa lavora solo il padre – ma non sempre – , quell’unico stipendio basta giusto a pagare l’affitto, le utenze e le rette d’iscrizione all’asilo, ma non la mensa. La mamma, preoccupata, si rivolge al medico: l’esito della visita è un certificato medico sul quale è scritto a chiare lettere che la piccola deve mangiare pasti regolari, a pranzo e a cena. Ed è a questo punto che entra in gioco Gloria Spezziga di Valledoria, provincia di Sassari, ma studentessa universitaria a Pavia. Legge la notizia sulla Provincia e si offre di pagare i 90 euro necessari per far mangiare la piccola. Avrebbe voluto rimanere anonima, ma la notizia non ha tardato a circolare. “Ma non sapevo come fare per raggiungere la famiglia della piccola e poi ero troppo amareggiata dopo aver letto la storia – ha detto Spezziga a La Nuova Sardegna- per cercare soluzioni. Così, ho telefonato al giornale, chiedendo come prima garanzia l’anonimato. Poi ho spiegato il motivo della telefonata. Sono stata l’unica a farmi avanti, mi è stato detto”, e per questo è stata anche più volte intervistata.

Gloria Spezziga è iscritta all’ultimo anno di Giurisprudenza, figlia di una famiglia della medio borghesia del centro costiero nella Valle del Coghinas. Il padre è un piccolo imprenditore edile, la mamma casalinga, il fratello più grande è laureato in Architettura, la sorellina più piccola frequenta la seconda media. “Ma non navighiamo nell’oro- si è affrettata a spiegare lei- L’edilizia è in crisi e i miei fanno sacrifici per farmi studiare qui a Pavia, ma non credo che possano cambiarci la vita 90 euro al mese in più di spese. Vorrà dire che rinuncerò a una parte della mia paghetta, ma non potevo fare altrimenti. Leggere la storia della bambina mi ha fatto male, ma mi ha fatto ancora più male scoprire che nessun altro si era offerto di aiutarla”.

“La mia richiesta di anonimato è stata rispettata – continua la studentessa -ma ora ho deciso di presentarmi perché non ho niente da nascondere, perché porto avanti valori sani e onesti e porterò avanti questa battaglia perché voglio che nel prossimo anno scolastico la bambina, e tante altre come lei, abbiamo i pasti garantiti a scuola”. E ancora: “Non voglio essere presa come un’eroina dei nostri tempi – ha sottolineato – Solo che non pensavo che potessero succedere episodi del genere. Ma come si fa a dividere i compagni di scuola all’ora di pranzo mandando quelli che pagano in sala mensa e gli altri in un angolino a mangiare quel che si sono portati da casa? Ma soprattutto è assurdo che nessuno sia intervenuto per segnalare il deperimento fisico della bambina. Si è atteso che un medico certificasse la sua quasi anoressia per affrontare il problema, ma sempre comunque senza farla mangiare alle mensa per recuperare le forze perdute. Per 90 euro. Ma in che posto siamo?”.

Pubblicato da: www.quotidiano.net

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Il Cavaliere dei Somari cavalca un Ronzino

Incarico di Governo a Letta. New Napolitano (la furia della vendetta) designa il PDdino Letta per la formazione di un governo d’urgenza mirato alla rapida risoluzione degli italici problemi. Sui blocchi di partenza l’immancabile “totoministri” che tanto affascina i nostri “giornalai” e fa discutere i trenta o quaranta milioni di esperti politologi italiani sulla bontà di questo o quel parlamentare.

Tutto bello, tutto nuovo.

Ma chi si vuole prendere per il culo? Nulla di innovativo, nessuna “schiarita” politica all’orizzonte marcio e nero dei palazzi romani.

Sono qui, nel mio ufficio immerso nella penombra pomeridiana. Fuori, al di la della finestra aperta a far entrare la carezzevole aria primaverile tarantina, la vita scorre caotica ed ignara di quanto e cosa si confabula nella lontana Roma. Ad un tratto un suono triste di campane infrange il latrato dei cani, il cinguettio degli uccelli e l’arrogante prepotenza dei clacson… “suonano a morto”! Spero che non sia un presagio di default prospettato dal Grillo Catastrofico!

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Io mi chiedo in quale misura la pazienza degli italiani dovrà essere contenuta affinchè non dirompa in un turbine di scellerata violenza? Ma come può un “Essere” tanto spregevole ed artefice, assieme alla sordida complicità del PD, dell’italica disfatta, azzardarsi a emanare editti e minacciare impunemente? Dove sono i bei “principi di mielato collaborazionismo” tanto proclamati durante il buonismo post-elettorale? Dov’è finita l’impellente necessità di un governo che possa risanare, o meglio rattoppare, questa Italia ferita dalla stessa stupida leggerezza dei suoi governanti? Mi chiedo ancora: tornano prevalenti i problemi personalissimi del cavaliere senza cavallo e circondato di somari? Devo pensare, ancora, che i bislacchi proclami pseudo-dittatoriali di Grillo siano cosa buona e giusta? Troppe domande, lo ammetto, ma sono certo che nessuna risposta seria e concreta potra mai giungere a queste orecchie stanche di farneticazioni idiote, vuote e inconcludenti!

IlPrisco

Tunisia tra finzione e realtà…il sorriso dei tunisini che inganna la realtà

Navigando qua e la tra le onde del web, che “separano” l’Italia dall’Africa, mi sono imbattuto in un allegro reportage realizzato da un intraprendente quanto simpatico “inviato”. Il sito è quello di fanpage.it  , dove si narra ciò che è diventata la Tunisia dopo il 14 gennaio 2011, data della fine della “Rivoluzione dei Gelsomini” che coincide con la cacciata dell’ex dittatore Ben Ali.
Divertente, senza dubbio e anche ben raccontato, ripreso nell’ambiente festoso del Social Forum… allegria, sorrisi, danze, un matrimonio, il sorriso splendido dei tunisini e la loro voglia innata di libertà ed allegria, la loro immancabile ospitalità, ma anche scorci di rancori e profonde divisioni di pensiero oltre a qualche rabbioso modo di sfogare frustrazione e disagio sociale di un popolo protratto verso l’Europa ma ancorato a solide conservatrici matrici arabe.
La Tunisia oggi non è, vista con gli occhi di chi ci vive, migliore di tre anni fa, anzi, oserei dire che la libertà che non c’era ai tempi di Ben Ali ora non c’è ancora e se possibile, in buona parte, l’oppressione si è fatta più accentuata e sfacciatamente palese. L’islamismo pronunciato, il salafismo scellerato e lasciato libero di profanare giorno per giorno culture millenarie di tolleranza ed ospitalità, da governanti che nascondono il loro vero interesse dietro bei discorsi di democrazia e sorrisi compiacenti, deturpano il quieto vivere di un’intera nazione… i tunisini hanno paura di ciò che la “rivoluzione dei Gelsomini” ha portato nella loro terra!
Ma, nonostante tutto ciò, la Tunisia rimane pur sempre una terra magnifica popolata da gente che pur tra mille difficoltà ed angosce rimane sorridente.
Vi propongo, qui di seguito, l’articolo ed il video reportage.
IlPrisco

A Tunisi non crescono i gelsomini, la rivoluzione due anni dopo

Siamo stati a Tunisi a due anni dalla rivoluzione. Cosa accade oggi nella città simbolo della primavera araba? Il nostro inviato Saverio Tommasi ci racconta le storie che ha visto incrociando (anche) il Social Forum mondiale.

A Tunisi non crescono i gelsomini, la rivoluzione due anni dopo (REPORTAGE).

La Tunisia è uno Stato del nordafrica bagnato dal mar Mediterraneo, e confina con l’Algeria e la Libia. La Tunisia condivide con l’Italia l’acqua del mare e un’estrema vicinanza, solo un’ora di aereo. Meno di quanto ci voglia per arrivare a Londra. Eppure la Tunisia è salita ad argomento del giorno solo durante la rivoluzione della dignità, quella che i giornali italiani si ostinavano a chiamare “rivoluzione dei gelsomini”, anche se i gelsomini a Tunisi non sono mai cresciuti. La rivoluzione tunisina è stata una di quelle più riuscite, anche se il percorso per una democrazia davvero compiuta è ancora lungo e costellato di incognite.

Solo due mesi prima che noi di fanpage.it partissimo per Tunisi era stato ucciso il maggiore leader dell’opposizione. Ma abbiamo deciso comunque di partire, anzi di partire anche per quello, per dimostrare che l’Europa guarda alla Tunisia con un po’ di preoccupazione ma anche con tanta speranza. Così siamo sbarcati a Tunisi in contemporanea con il Social Forum mondiale, cercando di raccontarvelo prima in diretta (con video quotidiani), e oggi con questo lungo reportage, diviso in capitoli: Apertura del Social Forum mondiale – cap. 1 Una bella festa pre-matrimoniale – cap. 2 Una barzelletta fra cani (e uno spaccio di birra) – cap. 3 Storie da Social Forum: le protagoniste – cap. 4 Scontri in piazza – cap. 5 Ho partecipato a un matrimonio – cap. 6 Un giro fra i suk della medina – cap. 7 Le otto cose che mi ricorderò della Tunisia – cap.8

http://www.fanpage.it

Preleveranno dai conti correnti e succhieranno il ns sangue.

PAGHERANNO IN CINQUE MILIONI ..::.. postato il 12/04/2013

Lasciate perdere le fantasiose proiezioni politiche sul futuro del nostro paese, ormai non ha neanche tanto senso continuare ad aspettare il nuovo governo. La pagheranno circa cinque milioni di italiani, questa fase di instabilità e di mancanza di convergenzapolitica  nell’interesse del paese, con il Partito Democratico come principale responsabile. Sono cinque milioni infatti i contribuenti  italiani (intesi come persone fisiche) che secondo le rilevazioni di Bankitalia detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000. Lo hanno fatto capire con grande disinvoltura persino le autorità sovranazionali europee, l’Italia non è più di tanto a rischio per adesso, nonostante i suicidi quotidiani e le chiusure sistematiche di piccole e medie imprese day by day. La prima manovra tampone, con grande presunzione, istituita dal prossimo governo sarà l’istituzione di una sorta di imposta di solidarietàsu chi possiede disponibilità liquide superiori a centomila euro appunto. Il prelievo potrebbe essere anche di entità piuttosto contenuta (tra lo 0.5% e il 3%), mettendo il futuro governo nelle condizioni di gestire le future contingenze della spesa pubblica. In parallelo ci potrebbe stare anche un inasprimento dell’attuale l’imposta di bollo (oggi allo 0.15%) facendola lievitare sino allo 0.50% del totale degli assets finanziari complessivamente detenuti.
DI sicuro a quel punto si introdurranno anche dei meccanismi di protezionismo e blindatura delle attuali ricchezze del paese istituendo il divieto di espatrio dei capitali al fine di preservare l’integrità e la tenuta del sistema bancario italiano. Non che siano soluzioni tanti radicali e ortodosse, se fossi stato il primo ministro italiano le avrei messe a regime ancora dallo scorso anno piuttosto che inasprire la tassazione diretta sui patrimoni immobiliari. Più denaro esce in questo momento dall’Italia, più si accelera la velocità di caduta dell’intera economia nazionale: anche se adesso molti lettori non saranno d’accordo, in questo momento bisogna spingere per fare entrare più capitali possibili, anche con discutibili benefici fiscali. La nostra fortuna è rappresentata momentaneamente dagli ammortizzatori familiari privati, costituiti dai risparmi dei nostri padri e nonni, che stanno preservando il welfare italiano al pari della Cassa Integrazione. Tutti e due sono comunque destinati a terminare: non dureranno ancora per molti anni. Sfruttate pertanto questo momento di limbo politico se avete intenzione di delocalizzare parte dei vostri risparmi per sfuggire dalla persecuzione fiscale che ci attende: grosso modo avete un vantaggio di 6/8 settimane prima che arrivi la purga e come ho detto non ci sarà più di tanto da fare, ma solo da subire.
Il prossimo governo dovrà infatti abozzare anche la nuova finanziaria e decidere come trovare la copertura per altri 12/18 mesi di Cassa Integrazione, pena fenomeni incontrollati di tensione e violenza sociale. Purtroppo anche l’Italia come l’Europa, manco naviga a vista, è completamente priva di un Cabinet Office ovvero di una cabina di regia o di un ponte di comando. Il nuovo primo ministro (illuminato) dovrà inesorabilmente svegliare gli italiani dal torpore fanciullesco e rivelare loro che per far respirare il paese si dovranno tagliare o limitare l’erogazione di determinati servizi (soprattutto sul fronte sanitario), aggredendo finalmente quei 250 miliardi di spesa pubblica che non generano necessariamente welfare. In centinaia ogni giorno mi scrivete per sapere cosa accadrà se l’Italia verrà ricommissariata, se l’euro è destinato a rompersi in due, se l’Unione Europea ha i mesi contati, se è conveniente aprire un conto di deposito su una banca svizzera, se è opportuno detenere oro fisico o se conviene investire in questo o quel fondo di investimento a fronte dello scenario drammatico che stiamo vivendo.
Personalmente come analista e come operatore finanziario indipendente mi sono fatto un quadro complessivo di cosa ci aspetta non solo in Italia, ma anche in Europa: la view non è per tutti e non è il caso di esternarla, la maggior parte di chi legge è destinata a perdere comunque gran parte del proprio denaro. Non starò a guardare e non intendo camminare come un cieco senza bastone. Al momento in cui scrivo mi trovo negli uffici di una banca di gestione di investimento a Londra in prossimità di Regent Street, in questi giorni (aspettando il funerale di stato della Thatcher) stiamo dedicando molte energie e risorse a definire tutti gli aspetti istituzionali ed operativi per il lancio e la gestione di un fondo di fondi di investimento di diritto maltese a marchio Deltoro Holding che avrà come obiettivo principale la gestione della volatilità, l’immunizzazione fiscale e patrimoniale, la sterilizzazione dei rischi sistemici e la delocalizzazione degli assets detenuti in portafoglio. Purtroppo il progetto imprenditoriale proprio così come nacque Deltoro Holding non è rivolto a tutti ma solo ai followers in sintonia con la nostra mission aziendale. Invito anche voi a fare altrettanto, organizzandovi per la creazione di soluzioni similari, purtroppo come italiani possiamo fare affidamento solo alle nostre capacità ed individualità, il governo e lo stato ci hanno abbandonato da anni. Un augurio di buona sorte finanziaria a tutti i lettori del portale.
Scritto da Eugenio Benetazzo (Economista indipendente Italia-Malta http://www.eugeniobenetazzo.com)

SUICIDI DI STATO

SUICIDI DI STATO.

Elena Noschese e la “politica dei ricchi”… ascoltatela!

loro 12000euro al mese io ZERO euro al mese !!!!!!!
non credete a nessun politico, vip, imprenditore, o religioso che si schiera dalla parte del cittadini tutte balle!!! MI HANNO RIPOSTO AL MIO APPELLO LA MUSSOLINI CROSETTO, LUPI, LA TELEFONATA DELLA SEGRETERIA DI BRIATORE TANTI PRETI VIP MA NESSUN AIUTO ECONOMICO, NE MORALE MI HANNO PRATICAMENTE AUGURATO BUONA FORTUNA.iL QUIRINALE HA INVIATO UNA LETTERA AL CPI DI EBOLI MA LI CON C’è LAVORO@ElenaNoschese e la sua Bambina, hanno bisogno di noi, un piccolo sforzo tutti quanti IBAN IT64o0306967684510324518467poste pay. 4023600639438805 c.fisc. nsclne68p52z133t

Il PD “spara” sul Presidente della Repubblica per …

Si fa presto a “sparare sulla Croce Rossa”. Attaccare il Presidente della Repubblica in maniera scellerata per coprire errori, egoismi e cecità politica del PD, è un atto disgustoso. Il Presidente Napolitano, anche se ha commesso diversi errori nel suo settennato, in quest’ultimo caso ha fatto ciò che era giusto fare:esprimere dei dubbi sulle possibilità (capacità, dico io) di Bersani. Bersani e la vecchia classe politica del PD ha sbagliato tutto per quell’esagerato senso di attaccamento alle poltrone dorate e al potere. Oltre a questo, credo, che il PD non abbia voluto rischiare che il “nuovo” che avanza avesse potuto scoprire “altarini” pericolosi per un gruppo che da troppo tempo ha “lavorato” per i propri interessi e non certo per un paese in difficoltà.

IlPrisco

Finito il tempo di Roma Ladrona. E’ il tempo della Guerra a Roma!

20130407_maroni_bossiCambia qualche personaggio, uno è andato a ramengo, per utilizzare un termine “nordico”, l’altro si appresta ad irrompere nella scena padana. “Faremo la guerra a Roma”. Questo è il motto che adesso sostituisce il logoro e non più utilizzabile “Roma Ladrona”, visti i risultati di un decennio al governo della Lega: nepotismo, corruzione, utilizzo a scopi personali dei soldi pubblici e chi più ne ha più ne metta. Non si può più dire Roma Ladrona perchè i signori Leghisti non possono sputare nel piatto in cui mangiano, diversi sono coloro che percepiscono i “succulenti” ed immeritati stipendi da parlamentare e altrettanti coloro che percepiscono e percepiranno la pensioncina da ex parlamentare, dunque niente più Roma Ladrona. Ma come qualsiasi gran parassita la Lega (così come tutti gli altri colleghi infestanti) si evolve e cambia pelle, pelo, corazza, squame, cambia alcuni volti e si da una parvenza di rinnovamento per darla a bere a quei quattro concimatori esaltati dei prati di Pontida. Anche loro però sono italiani e anche loro come tutti gli altri cercano di aggrapparsi a qualche misera speranza, consapevoli comunque che nulla potrà mai cambiare.

IlPrisco

Ruba un pezzo di formaggio per sfamare i figli… “ARRESTATA”.

mammaIl suo nome è Angela, è una donna una 51enne disoccupata, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed Angela si è trovata senza soldi e lavoro.

Angela per sfamare i suoi 2 bambini non ha resistito, una volta entrata all’interno del supermercato, ha fatto il giro dei reparti, poi giunta a quello dei “freschi” s’è ritrovata di fronte ad una forma di formaggio. Non ha resistito e l’ha presa. Ma Angela è stata notata. La donna è uscita dal market, nel frattempo sono stati avvertiti i carabinieri, che notandola l’hanno fermata, recuperando anche il formaggio dal valore di € 4,78 centesimi, poi restituito al titolare del market.

Portata alla Stazione dei carabinieri di Montemiletto, Angela confessa le sue colpe: “É la prima volta, credetemi, non sono un ladra ma sono senza lavoro e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare, mi vergogno molto“.

(La Voce Critica)

http://www.lavocecritica.com/ruba-un-pezzo-di-formaggio-per-sfamare-i-figli-arrestata/

Blog & “Blogghisti”

Da tempo ormai siamo abituati ad acquistare i quotidiani in funzione dei nostri orientamenti politici e non perché questo o quel giornale è più o meno serio o perché scrive con coscienza professionale. La nostra mentalità italica ci impone di leggere chi ci sta simpatico e scrive ciò che vogliamo sentirci dire… da qui la colpa dell’estendersi delle testate prezzolate dai partiti. Ma, in qualità di italiani soggetti alle mode planetarie, stanchi di tale continuo bombardamento mediatico della “carta straccia” che giorno per giorno tenta di orientarci in direzioni ben precise scelte a tavolino da leader politici senza scrupoli, abbiamo “aderito” al fenomeno virtuale dei Blog. Mille e mille Blog sono spuntati come funghi sul web nel giro di pochi anni. Molti parlano di frivolezze, altri di auto, moto, cucina, consigliano cure omeopatiche e rimedi della nonna… poco male, forse attingono, anche loro, alla saggezza popolare e alle tradizioni oppure alla “brezze modaiole” degli USA o francesi. Nel web però non ci sono solo i Blog “frivoli”, non me ne vogliano tali menzionati, non intendo certo poco seri o non attendibili, non tutti almeno, ma internet pullula di blog che scrivono di politica, si improvvisano giornalisti (a volte sono solo giornalai… è facile il taglia/incolla con la semplice sostituzione del logo e della firma), critici d’arte, finanziari, economici e chi più ne ha trovati più ne aggiunga alla lista. L’utente virtuale naviga in un mare di blog che “orientano”, criticano, parlano bene o male del personaggio di turno, diffondono notizie vere o spudoratamente false, lavorate ad arte per far si che l’opinione del “popolino” non avvezzo agli squali del web, ci caschi con tutte le scarpe e con i sei neuroni disponibili.

In questo mare virtuale popolato di giusti, informatori ed informati, prezzolati e liberi, costruttivi e distruttivi, di parte e non, restare a galla è veramente difficile. Tutti indistintamente “estendono” le loro idee personalissime o dettate dai partiti (siamo in presenza, in questo caso di Scriba”), su social network e sopratutto su Twitter, mezzo decisamente più immediato ed aperto rispetto ad altri. Avvertenza per i “naviganti”: non azzardatevi a contraddire gli “Scriba” o a esprimere la vostra personalissima opinione; in tale caso sareste attaccati, nella migliore delle ipotesi, con insulti che tirano in ballo la vostra incolmabile ignoranza, fino ad arrivare ai malauguri per una vita senza lavoro, senza salute e sicuramente infelice! Siete avvisati!

Il fatto sta nell’impossibilità degli “Scriba”, o come mi piace chiamarli “Blogghisti” ad accettare che qualsiasi essere pensante possa non accettare ciò che loro pensano o meglio ciò che a loro è imposto. Non hanno capacità di logica razionalità, il loro “istinto” spinge la loro lingua, ma è più giusto dire “tastiera”, solo ed esclusivamente in una direzione: quella delle loro idee e sopratutto verso quella dei loro padroni. Questi “Scriba” un tempo erano veramente dei liberi pensatori ed abili critici ma, a causa della loro stessa “fortuna” professionale, sono stati catturati dalla grande “rete” del denaro che in questi casi assume diversi colori, dal nero più intenso al rosso più acceso, ma è buono come quello che quasi tutti gli italiani guadagnano con tanto sudore ed onestà.

Esiste un’altra categoria di “Blogghisti”, quella dei “Demolitori”.

I ” Demolitori sono i “Blogghisti” che vanno contro tutto e tutti, vorrei fare un paio di esempi: se in Italia tutto marcia nella direzione della corrente fangosa della politica peggiore, loro azzannano chiunque esca dal seminato, se nel Belpaese succede qualcosa di nuovo che spinge gli italiani verso una innovazione politica, loro, a suon di martellate mediatiche infangano fino al punto di convincere i titubanti che non è “cosa buona e giusta” e, vi garantisco, lo fanno con tale arroganza da mettervi a disagio verso le vostre personali convinzioni, ferendo le vostre idee di vita e se non basta, arrivano ad offendervi. Demoliscono criticando indistintamente ciò che è buono oppure no, non ha importanza, criticano distruttivamente ogni iniziativa collettiva che non sia sul piano delle loro limitate concezioni, senza porre un minimo di analisi e, chiaramente senza indicare un perchè; si limitano solo a dire che sei ignorante e che meriti il disagio che stai subendo. Cosa si deve dedurre da ciò? Io credo che la loro miopia di pensiero sia talmente accesa da impedire al loro intelletto di metabolizzare ciò che passa sotto i loro stessi occhi. Ovviamente questo è il mio personalissimo pensiero che, come sempre in un Paese libero e Democratico, sarà soggetto a critiche, soprattutto da parte di chi si sente “ferito” dalla verità dei fatti.

Ovviamente è anche giusto, da parte mia, elogiare l’ottimo lavoro di tantissimi giornalisti che, non graditi dalle testate prezzolate (quasi tutte quelle a tiratura nazionale), hanno deciso di riportare le loro idee, considerazioni, notizie su blog assolutamente liberi e privi di stupidi preconcetti e manipolazioni o su giornali liberi dalle influenze dei palazzi di Roma. Loro diffondono notizie giuste e veritiere, le analizzano in maniera professionale e professionalmente lasciano al lettore la sua personale interpretazione. Merito a questi Blogger!

Dunque, italiani naviganti del web, non rischiate di urtare la sensibilità dei “Blogghisti” o Scriba, già ferita dalla loro stessa ipocrisia, non esponete pubblicamente ciò che pensate, fareste tornare nelle loro menti che un tempo avevano una coscienza propria ed erano liberi!

L’Attesa Per La Fumata Offusca I Problemi Italiani

canna fumata

Nulla sembra essere più importante, in questo momento, per buona parte degli italiani e per tutti i giornali nazionali. Si ha quasi l’impressione che il Buon Benedetto, abbia scelto il momento giusto per compiere il suo coraggioso gesto, sapeva che attirando l’attenzione degli italiani e dei media su di se e sul nuovo Pontefice, avrebbe dato “pace” agli animi in subbuglio in un periodo cruciale per l’Italia. Lui lo sapeva.

Pensiamo per un momento se il già Vescovo di Roma non avesse fatto ciò che ha fatto quali sarebbero state le ripercussioni nell’animo di 57 milioni di italiani, alle prese con un “branco” di politici, ex politici, politicanti nuovi e vecchi che cercano di accaparrarsi una poltrona di lusso, o, stranamente in questo periodo, cercano di difendere quella che stanno per perdere. Immaginiamo: Benedetto XVI è li sul suo bel balcone che pontifica tra gli occhi beati e sognanti dei fedeli di tutta Italia, qualcosa di normale, estremamente normale. TV pubbliche e private, testate giornalistiche a tiratura nazionale e locale, settimanali, mensili, talk show, telegiornali, radiogiornali, social network, tutti, ma proprio tutti si concentrerebbero accanitamente su ciò che fa notizia, ossia il disastro elettorale italiano e lo sgretolamento della struttura politica italiana ad opera della sua stessa dabbenaggine e ingordigia, sulla preoccupazione di Napolitano e su un governo che forse mai arriverà. I poveri italiani non avrebbero avuto altra scelta che ascoltare, vedere, e sentirsi “iniettare” dosi massicce di chiacchiere vuote, promesse e rinfacci, accuse e difese, ascolterebbero con chiarezza lo stridio delle unghie del povero Bersani che elemosina un’accordo a Grillo mentre cerca di arrampicarsi su lucidi specchi, le palesi fandonie di Berlusconi, le chiacchiere da salotto della Santanchè, l’austerità della della Gelmini, il rigore di Alfano, il gracchiare di La Russa, il naso di Fassino, il silenzio godereccio di Renzi, le urla di Grillo e lo starnazzare ruffiano di Vespa…! Poveri italiani, quale supplizio! Ogni istante del giorno e della notte si sarebbero visto sbattere in faccia che da li a due mesi potrebbero perdere la propria casa, il proprio lavoro e la dignità. Un coro unanime si alza: Grazie Papa vecchio e nuovo!

Il vecchio Pontefice si è assunto però una responsabilità pesante perchè ha attirato su di se un nugolo di giornalisti famelici e arrabbiati (quelli allontanati in malo modo dai comizi di Grillo), tanto da sentirsi costretto a “tapparsi” in “casa” a Castelgandolfo per sfuggire all’orda assetata di notizie e scoop.

 Ma, per grazia ricevuta, a dare manforte al Buon ex Pontefice e al novello Papa è giunta la Boccassini che, approfittando astutamente del momento, ha posto fine al suo infinito tentativo di braccare il Silvio sfuggente.

A qualcun’altro, anzi, a qualcos’altro dobbiamo, noi “miseri italiani, un grazie sentito e sincero: al virus che ha imperversato per qualche giorno nel regale intestino della Regina britannica… avvenimento tanto importante per l’Italia intera e per il popolo tutto che la testata Il Giorno ha pubblicato in prima pagina a caratteri cubitali sull’immagine della regal Vegliarda: “PAURA PER LA REGINA” (leggendo quel titolo mi sono spaventato pensando di essere un ignorante assoluto per non aver mai saputo che l’Italia fosse “dotata” di regina).

Bene dunque, tra una stupida notizia e l’altra, tra un attacco fallito (assieme al giornalista che lo ha scritto) dell’Espresso a Grillo, tra un salotto televisivo e l’altro tra una spaventata Bindi e un catatonico Bersani ed uno sfuggente Berlusconi, tra un Papa dimissionario ed enormi scandali pontifici, tra la Merkel e Monti (grande storia d’amore e di sesso selvaggio con l’euro quale stupendo sexy toys), gli italiani si distraggono, sorridono e compatiscono tutto e tutti e poco pensano al disastro che a grandi falcate si avvicina.

(ilPrisco)

LE PICCOLE IMPRESE PUGLIESI HANNO VOGLIA DI RIPARTIRE

Il direttore commerciale Puglia, Felice Delle Femine, ha presentato il VI Rapporto UniCredit sulle piccole imprese, nella conferenza che ha avuto luogo oggi presso la sede dell’istituto a Bari
«In una fase in cui le piccole imprese pugliesi stavano già attraversando una profonda trasformazione, in particolare quelle che si mostravano attive nell’export e nell’innovazione, il subentrare della crisi – afferma Felice Delle Femine – ha accentuato le difficoltà, non solo dal lato produttivo ma anche da quello finanziario. Mai come ora è cruciale il supporto del sistema finanziario per evitare il rischio che situazioni di momentanea illiquidità di imprese sane e competitive dal punto di vista produttivo possano trasformarsi in situazioni di insolvenza».Questa è l’opinione del direttore commerciale Puglia di UniCredit nel commentare i dati della Puglia del VI Rapporto UniCredit sulle Piccole Imprese realizzato dall’Ufficio Studio UniCredit – divisione Retail Italy. I dati sono basati su un campione di oltre 400 aziende con un fatturato inferiore a 10 milioni di euro sul territorio locale a fronte delle seimila imprese del campione nazionale rappresentativo di realtà clienti e non clienti dell’Istituto bancario. In base alla ricerca, le piccole imprese pugliesi hanno fiducia principalmente nei piani di investimento e nell’occupazione, riponendo, invece, poca fiducia nella ripresa economica del Paese e in quella del proprio settore.

Tra le maggiori difficoltà incontrate in questo periodo di crisi economica vi sono l’allungamento dei tempi di pagamento da parte dei clienti (per il 76,8% delle imprese pugliesi, per l’82,7% delle imprese con sede a Bari e per l’81% delle imprese del campione nazionale), la riduzione delle vendite in Italia (per il 71% delle imprese pugliesi e per il 65,6% di quelle baresi) e all’estero (per il 23,3% delle pugliesi e il 22,4% delle baresi) e l’aumento del costo delle materie prime (per il 70,1% delle aziende di Puglia e 72,4% delle baresi).

Questo peggioramento delle condizioni di mercato ha condotto le aziende a una rigidità nella gestione finanziaria della propria attività imprenditoriale, al congelamento dei piani di investimento e successivamente alla riduzione degli impieghi. Le banche italiane in questo contesto economico hanno saputo dimostrarsi flessibili in termini di valutazione del rischio di credito. Il nuovo modo di fare banca pone, infatti, maggiore attenzione alla relazione con il cliente, mira a far divenire la banca un riferimento stabile sul territorio e a stringere accordi significativi con partner strategici quali Confidi e Associazioni di Categoria, in grado di svolgere un importante ruolo di mediazione con le banche rispetto all’accesso al credito delle piccole imprese.

«L’asse portante dell’economia nazionale è costituita dalla moltitudine di piccole e medie imprese – continua Felice Delle Femine – che sono una risorsa primaria dell’economia italiana e soprattutto pugliese. Per un rilancio definitivo di tale economia occorre un miglioramento qualitativo nelle produzioni che necessita investimenti in capitale fisico e umano di notevole entità. Occorre un rapporto con il sistema finanziario che sia sempre più leale e trasparente che veda come protagoniste non solo le banche e le piccole imprese ma anche i Confidi e le Associazioni di Categoria quali partner strategici per lo sviluppo del territorio».

A credere nello sviluppo del territorio locale e nella ripresa economica sono proprio le imprese che si dimostrano pronte a reagire e a prediligere una strategia competitiva tanto nel breve quanto nel medio-lungo periodo. In particolare, nel breve periodo le stesse affermano di prediligere azioni volte a migliorare la qualità dei prodotti/servizi offerti divenendo maggiormente competitive sul mercato (risponde così il 78% delle aziende pugliesi e il 77,4% delle baresi), aumentare il contenuto tecnologico del prodotto (67% delle aziende di Puglia e il 68,3% di quelle di Bari) e controllare i costi (66,1% delle pugliesi e il 61,9 delle baresi)

. Nel lungo periodo oltre al miglioramento della qualità dei prodotti e servizi, che rimane tra le azioni future prioritarie (per l’83,4% delle pugliesi e il 79,5% delle baresi), le piccole aziende mirano a innovare la forma distributiva (72,7% delle pugliesi e 71,7% delle baresi) e a sviluppare nuove politiche di marketing e di comunicazione aziendale e di prodotto (per il 64,8% delle aziende pugliesi e il 54% delle aziende baresi). «A fronte di questo scenario competitivo – conclude Delle Femine – UniCredit Banca di Roma ha dato sostegno in Puglia incrementando i fidi in essere per circa 350 milioni di euro e concedendo a 2400 nuove imprese clienti fidi per oltre 200 milioni di euro». Quindi UniCredit Banca di Roma ha realizzato una crescita degli impieghi alle imprese pugliesi nel 2009 del 6% incrementando le quote di mercato in Regione e ha gettato le basi per confermare anche nel 2010 tali quote al fine di raggiungere l’obiettivo di diventare il punto di riferimento dell’economia del territorio.

(Gazzetta Economica.com)

A cosa si vorrà mai riferire la signora Petra Reski? Non vorrà dire che i giornali italiani non sono serie testate come le altre europee?

“Mi sembrano tutti impazziti qui in Italia: La mia intervista per “Focus” non è ancora uscita e già viene citato Beppe Grillo con cose che non ha detto. Questa tecnica mi ricorda un po’ quel gioco da bambini, in tedesco si chiama “Stille Post”, giocare a passaparola. Sul sito di Focus è stato pubblicato un riassunto della mia intervista, e questo riassunto viene non tradotto, ma distorto, in una conclusione che ho appena letto sul sito della Repubblica: “Grillo: “Si al governissimo” e poi: Grillo: “Ok a governo Pd-Pdl, per legge elettorale e tagli””. Ma è una falsità! Sul sito di Focus non è scritto questo. E’ scritto: “Grillo non vuole fare una coalizione ne con Pier Luigi Bersani, ne con Silvio Berlusconi: “Se PD e PDL dicessero: “Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, massimo due legislature e vanno fuori tutti quelli che hanno più di due legislature”, così noi appoggiamo qualsiasi governo” diceva Grillo a Focus, e aggiungeva: “Ma non lo faranno mai. Loro bluffano per guadagnare tempo.”‘”. Per essere sicura di non averti citato in maniera sbagliata ho controllato di nuovo la trascrizione originale dell’intervista: “Se PD e PDL dicessero: “Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, due legislature andiamo fuori tutti quelli che abbiamo più di due legislature”, cosi noi appoggiamo qualsiasi governo, ma scherzi. Non faranno mai queste cose. Loro bluffano, hanno bisogno del tempo, ma non faranno mai queste cose.”. Sul sito di Focus si legge esattamente questo. Insomma. Follia pura. Normalmente, alla fine del gioco di passaparola, si ride. Ma non mi viene da ridere di fronte ad un uso così scorretto della mia intervista.” Petra Reski

Spinoza

Un Pensiero ai tanti...troppi imprenditori vittime dell'apatia dello Stato! - Scrivo cazzate che mi girano per la testa, ripropongo ciò che credo sia interessante!

Paolo Pieralice

"La democrazia è il potere di un popolo informato" cit Alexis de Tocqueville

ilprisco

Un Pensiero ai tanti...troppi imprenditori vittime dell'apatia dello Stato! - Scrivo cazzate che mi girano per la testa, ripropongo ciò che credo sia interessante!

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Il guerriero della luce crede.Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.

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