Antono Razzi “onorevolmente” lecchino!

Una sola domada: come un Paese come l’Italia può “permettersi” un simile essere quale rappresentante del suo onesto e civile popolo? Leggete qui cosa :”l’essere” dice in una breve intervista. .. assurdo!!!

RAZZI, PER CAV MI BUTTEREI SOTTO TRENO

Sono di sua proprietà, quel che mi dice faccio, anche morire

(ANSA) – ROMA, 4 NOV – “Io non sono né falco e né colomba nel Pdl, sono solo di proprietà di Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio”. Così Antonio Razzi (Pdl),a ‘Un Giorno da Pecora’ su Radio2. Per Berlusconi lei farebbe qualunque cosa? “Farei qualsiasi cosa”. Si getterebbe anche sotto un treno? “Certo, perché no? Per salvare l’Italia lo farei”, ha detto Razzi disposto anche a morire per Berlusconi “se serve per il bene del Paese”. In quale modo sarebbe disposto a morire? “Un infarto, in modo veloce”.

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Un essere che vive sulla pelle degli altri non si smentisce mai:Antonio Razzi (IDV – PDL)

RazziAntonio Razzi: Quando l’Italia e il mondo intero ha avuto il dispiacere di guardare il video, ripreso a sua insaputa, ed ascoltare le sue parole che certo non fanno onore ad un “rappresentante” del Popolo Italiano ( -l’essere si dichiarava fortunato di non essere stato “inculato” dalle tempistiche della tornata elettorale giusto per dieci giorni, altrimenti avrebbe perso la pensione – ) ha avuto un sussulto di disgusto, di ribrezzo. Questa è stata la preoccupazione principale dell’abruzzese Antonio Razzi fino a qualche tempo fa, ma ora le preoccupazioni che affollano ed affolleranno per lunghi periodi (visti i tempi della giustizia italiana) il suo microcefalo sono ben altre: indagato dalla Magistratura per una serie di reati legati alla compravendita di senatori perpetrata dal cavalier Berluska ai danni dell’allora premierino Prodi.

Eppure, nonostante tutto, noi “buoni coglioni italiani continuiamo a strapagare Antonio Razzi!

Video ipocrisia e video rivelatore: la doppia faccia di Antonio Razzi! http://youtu.be/0aiNbGFmoR8

Complimenti!

ilPrisco

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?.

Bimba esclusa dalla mensa… Niente soldi per pagare la rerra! Una studentessa lo fa a posto delle istituzioni (di merda)

Oggi cliccando qua e la su twitter, nell’aria tiepida del primo pomeriggio tarantino, la mia attenzione è stata attirata dal twitt di un mio following @CesareOrtis .
Nel suo twitt si lamentava aspramente a lettere maiuscole dicendo:”MA CHE PAESE SIAMO DIVENTATI?” e di seguito invitava con enfasi di leggere l’articolo del link.
Leggo, mentre, da solo mangio un piatto di spaghetti con le cozze (cosa vuoi mangiare di meglio?) guardando il Mar Piccolo e il vecchio e grigio incrociatore della marina militare che dondola pigro tra basse onde di un mare inquinato.
Leggo l’articolo e in un istante tutto diventa grigio e disgustoso: il cielo terso e azzurro s’annuvola, il mare diviene grigio blu, il vento si raffredda e diventa tagliente… persino gli spaghetti, superbi fino a quel momento, diventano insapore e appiccicosi!
Una bambinetta in età d’asilo è messa da parte dagli inservienti di una mensa scolastica perché i genitori non possono pagare la retta mensile! Lei piccola, indifesa e del tutto dipendente dagli adulti che hanno già distrutto il mondo che lei dovrà vivere e che hanno sperperato tutto ciò che a lei e ai suoi figli e nipoti sarebbe servito per vivere, lei, dicevo messa in un cantuccio distante dagli altri bambini che “possono” mangiare! @CesareOrtis si chiede “che paese siamo diventati?” Uno dei peggiori, dico io. Quale vergogna, quale umiliazione per chi ha ancora un cuore ben localizzato nel torace?
Leggo ancora e scopro che una studentessa universitaria sarda e fuori sede, legge la notizia, si intristisce, poi si indigna e poi decide, nell’anonimato di pagare la retta della mensa alla bambina, che già presenta chiari segni di denutrizione.
Che paese siamo diventati?
Allontaniamo una bambina dell’asilo dalla mensa e facciamo in modo che la sua salute ne risenta (l’ha detto il medico, non io) e che i suoi piccoli compagni la deridano, la emarginino e facciamo in modo che lei si senta emarginata e colpevole perché lei… Lei non può mangiare come gli altri bambini.
Che paese siamo diventati se tutti noi abbiamo permesso e continuiamo a permettere che accada tutto ciò?
Non voglio, in questo momento, scrivere cosa penso di quegli “esseri” ignobili che continuano a litigare per le loro maledette poltrone a Roma… Non posso farlo, finirei in galera e anche io ho una figlia da far crescere, ma il mio disgusto è talmente tanto da spingermi all’odio più profondo verso chi ha fatto in modo che tutto ciò accadesse e si perpetuasse nel tempo.
Qui di seguito potrete leggere l’articolo pubblicato dal “Quotidiano.com” che potrà darvi tutte le tristi sfumature di questa triste storia.
Un ringraziamento a Cesare Ortis che con la sua attenzione alla mia attenzione quanto appena raccontato.

ilPrisco

Quotidiano.net

Roma, 23 aprile 2013 – Una bambina in difficoltà economiche, una studentessa fuori sede. La piccola, deperita e sottopeso perché esiliata all’ora di pranzo dagli altri bambini: la sua famiglia non ha i soldi per pagarle la mesa. La studentessa, legge la sua storia su un giornale locale – Provincia di Pavese – e decide: “Pago io la mensa a quella bambina”. Questa storia di ‘crisi’, che colpisce per i suoi giovani protagonisti, è accaduta pochi giorni fa a Vigevano. Inoltre, la piccola allieva in difficoltà economiche, da qualche settimana, oltre a non poter mangiare a mensa con gli altri bambini, non riesce più neanche a mangiare il suo solito panino che la mamma ogni giorno, da sei mesi, le mette nello zaino insieme a una bottiglietta d’acqua.

Difficoltà economiche quindi: in casa lavora solo il padre – ma non sempre – , quell’unico stipendio basta giusto a pagare l’affitto, le utenze e le rette d’iscrizione all’asilo, ma non la mensa. La mamma, preoccupata, si rivolge al medico: l’esito della visita è un certificato medico sul quale è scritto a chiare lettere che la piccola deve mangiare pasti regolari, a pranzo e a cena. Ed è a questo punto che entra in gioco Gloria Spezziga di Valledoria, provincia di Sassari, ma studentessa universitaria a Pavia. Legge la notizia sulla Provincia e si offre di pagare i 90 euro necessari per far mangiare la piccola. Avrebbe voluto rimanere anonima, ma la notizia non ha tardato a circolare. “Ma non sapevo come fare per raggiungere la famiglia della piccola e poi ero troppo amareggiata dopo aver letto la storia – ha detto Spezziga a La Nuova Sardegna- per cercare soluzioni. Così, ho telefonato al giornale, chiedendo come prima garanzia l’anonimato. Poi ho spiegato il motivo della telefonata. Sono stata l’unica a farmi avanti, mi è stato detto”, e per questo è stata anche più volte intervistata.

Gloria Spezziga è iscritta all’ultimo anno di Giurisprudenza, figlia di una famiglia della medio borghesia del centro costiero nella Valle del Coghinas. Il padre è un piccolo imprenditore edile, la mamma casalinga, il fratello più grande è laureato in Architettura, la sorellina più piccola frequenta la seconda media. “Ma non navighiamo nell’oro- si è affrettata a spiegare lei- L’edilizia è in crisi e i miei fanno sacrifici per farmi studiare qui a Pavia, ma non credo che possano cambiarci la vita 90 euro al mese in più di spese. Vorrà dire che rinuncerò a una parte della mia paghetta, ma non potevo fare altrimenti. Leggere la storia della bambina mi ha fatto male, ma mi ha fatto ancora più male scoprire che nessun altro si era offerto di aiutarla”.

“La mia richiesta di anonimato è stata rispettata – continua la studentessa -ma ora ho deciso di presentarmi perché non ho niente da nascondere, perché porto avanti valori sani e onesti e porterò avanti questa battaglia perché voglio che nel prossimo anno scolastico la bambina, e tante altre come lei, abbiamo i pasti garantiti a scuola”. E ancora: “Non voglio essere presa come un’eroina dei nostri tempi – ha sottolineato – Solo che non pensavo che potessero succedere episodi del genere. Ma come si fa a dividere i compagni di scuola all’ora di pranzo mandando quelli che pagano in sala mensa e gli altri in un angolino a mangiare quel che si sono portati da casa? Ma soprattutto è assurdo che nessuno sia intervenuto per segnalare il deperimento fisico della bambina. Si è atteso che un medico certificasse la sua quasi anoressia per affrontare il problema, ma sempre comunque senza farla mangiare alle mensa per recuperare le forze perdute. Per 90 euro. Ma in che posto siamo?”.

Pubblicato da: www.quotidiano.net

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Il Cavaliere dei Somari cavalca un Ronzino

Incarico di Governo a Letta. New Napolitano (la furia della vendetta) designa il PDdino Letta per la formazione di un governo d’urgenza mirato alla rapida risoluzione degli italici problemi. Sui blocchi di partenza l’immancabile “totoministri” che tanto affascina i nostri “giornalai” e fa discutere i trenta o quaranta milioni di esperti politologi italiani sulla bontà di questo o quel parlamentare.

Tutto bello, tutto nuovo.

Ma chi si vuole prendere per il culo? Nulla di innovativo, nessuna “schiarita” politica all’orizzonte marcio e nero dei palazzi romani.

Sono qui, nel mio ufficio immerso nella penombra pomeridiana. Fuori, al di la della finestra aperta a far entrare la carezzevole aria primaverile tarantina, la vita scorre caotica ed ignara di quanto e cosa si confabula nella lontana Roma. Ad un tratto un suono triste di campane infrange il latrato dei cani, il cinguettio degli uccelli e l’arrogante prepotenza dei clacson… “suonano a morto”! Spero che non sia un presagio di default prospettato dal Grillo Catastrofico!

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Io mi chiedo in quale misura la pazienza degli italiani dovrà essere contenuta affinchè non dirompa in un turbine di scellerata violenza? Ma come può un “Essere” tanto spregevole ed artefice, assieme alla sordida complicità del PD, dell’italica disfatta, azzardarsi a emanare editti e minacciare impunemente? Dove sono i bei “principi di mielato collaborazionismo” tanto proclamati durante il buonismo post-elettorale? Dov’è finita l’impellente necessità di un governo che possa risanare, o meglio rattoppare, questa Italia ferita dalla stessa stupida leggerezza dei suoi governanti? Mi chiedo ancora: tornano prevalenti i problemi personalissimi del cavaliere senza cavallo e circondato di somari? Devo pensare, ancora, che i bislacchi proclami pseudo-dittatoriali di Grillo siano cosa buona e giusta? Troppe domande, lo ammetto, ma sono certo che nessuna risposta seria e concreta potra mai giungere a queste orecchie stanche di farneticazioni idiote, vuote e inconcludenti!

IlPrisco

Preleveranno dai conti correnti e succhieranno il ns sangue.

PAGHERANNO IN CINQUE MILIONI ..::.. postato il 12/04/2013

Lasciate perdere le fantasiose proiezioni politiche sul futuro del nostro paese, ormai non ha neanche tanto senso continuare ad aspettare il nuovo governo. La pagheranno circa cinque milioni di italiani, questa fase di instabilità e di mancanza di convergenzapolitica  nell’interesse del paese, con il Partito Democratico come principale responsabile. Sono cinque milioni infatti i contribuenti  italiani (intesi come persone fisiche) che secondo le rilevazioni di Bankitalia detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000. Lo hanno fatto capire con grande disinvoltura persino le autorità sovranazionali europee, l’Italia non è più di tanto a rischio per adesso, nonostante i suicidi quotidiani e le chiusure sistematiche di piccole e medie imprese day by day. La prima manovra tampone, con grande presunzione, istituita dal prossimo governo sarà l’istituzione di una sorta di imposta di solidarietàsu chi possiede disponibilità liquide superiori a centomila euro appunto. Il prelievo potrebbe essere anche di entità piuttosto contenuta (tra lo 0.5% e il 3%), mettendo il futuro governo nelle condizioni di gestire le future contingenze della spesa pubblica. In parallelo ci potrebbe stare anche un inasprimento dell’attuale l’imposta di bollo (oggi allo 0.15%) facendola lievitare sino allo 0.50% del totale degli assets finanziari complessivamente detenuti.
DI sicuro a quel punto si introdurranno anche dei meccanismi di protezionismo e blindatura delle attuali ricchezze del paese istituendo il divieto di espatrio dei capitali al fine di preservare l’integrità e la tenuta del sistema bancario italiano. Non che siano soluzioni tanti radicali e ortodosse, se fossi stato il primo ministro italiano le avrei messe a regime ancora dallo scorso anno piuttosto che inasprire la tassazione diretta sui patrimoni immobiliari. Più denaro esce in questo momento dall’Italia, più si accelera la velocità di caduta dell’intera economia nazionale: anche se adesso molti lettori non saranno d’accordo, in questo momento bisogna spingere per fare entrare più capitali possibili, anche con discutibili benefici fiscali. La nostra fortuna è rappresentata momentaneamente dagli ammortizzatori familiari privati, costituiti dai risparmi dei nostri padri e nonni, che stanno preservando il welfare italiano al pari della Cassa Integrazione. Tutti e due sono comunque destinati a terminare: non dureranno ancora per molti anni. Sfruttate pertanto questo momento di limbo politico se avete intenzione di delocalizzare parte dei vostri risparmi per sfuggire dalla persecuzione fiscale che ci attende: grosso modo avete un vantaggio di 6/8 settimane prima che arrivi la purga e come ho detto non ci sarà più di tanto da fare, ma solo da subire.
Il prossimo governo dovrà infatti abozzare anche la nuova finanziaria e decidere come trovare la copertura per altri 12/18 mesi di Cassa Integrazione, pena fenomeni incontrollati di tensione e violenza sociale. Purtroppo anche l’Italia come l’Europa, manco naviga a vista, è completamente priva di un Cabinet Office ovvero di una cabina di regia o di un ponte di comando. Il nuovo primo ministro (illuminato) dovrà inesorabilmente svegliare gli italiani dal torpore fanciullesco e rivelare loro che per far respirare il paese si dovranno tagliare o limitare l’erogazione di determinati servizi (soprattutto sul fronte sanitario), aggredendo finalmente quei 250 miliardi di spesa pubblica che non generano necessariamente welfare. In centinaia ogni giorno mi scrivete per sapere cosa accadrà se l’Italia verrà ricommissariata, se l’euro è destinato a rompersi in due, se l’Unione Europea ha i mesi contati, se è conveniente aprire un conto di deposito su una banca svizzera, se è opportuno detenere oro fisico o se conviene investire in questo o quel fondo di investimento a fronte dello scenario drammatico che stiamo vivendo.
Personalmente come analista e come operatore finanziario indipendente mi sono fatto un quadro complessivo di cosa ci aspetta non solo in Italia, ma anche in Europa: la view non è per tutti e non è il caso di esternarla, la maggior parte di chi legge è destinata a perdere comunque gran parte del proprio denaro. Non starò a guardare e non intendo camminare come un cieco senza bastone. Al momento in cui scrivo mi trovo negli uffici di una banca di gestione di investimento a Londra in prossimità di Regent Street, in questi giorni (aspettando il funerale di stato della Thatcher) stiamo dedicando molte energie e risorse a definire tutti gli aspetti istituzionali ed operativi per il lancio e la gestione di un fondo di fondi di investimento di diritto maltese a marchio Deltoro Holding che avrà come obiettivo principale la gestione della volatilità, l’immunizzazione fiscale e patrimoniale, la sterilizzazione dei rischi sistemici e la delocalizzazione degli assets detenuti in portafoglio. Purtroppo il progetto imprenditoriale proprio così come nacque Deltoro Holding non è rivolto a tutti ma solo ai followers in sintonia con la nostra mission aziendale. Invito anche voi a fare altrettanto, organizzandovi per la creazione di soluzioni similari, purtroppo come italiani possiamo fare affidamento solo alle nostre capacità ed individualità, il governo e lo stato ci hanno abbandonato da anni. Un augurio di buona sorte finanziaria a tutti i lettori del portale.
Scritto da Eugenio Benetazzo (Economista indipendente Italia-Malta http://www.eugeniobenetazzo.com)

Il PD “spara” sul Presidente della Repubblica per …

Si fa presto a “sparare sulla Croce Rossa”. Attaccare il Presidente della Repubblica in maniera scellerata per coprire errori, egoismi e cecità politica del PD, è un atto disgustoso. Il Presidente Napolitano, anche se ha commesso diversi errori nel suo settennato, in quest’ultimo caso ha fatto ciò che era giusto fare:esprimere dei dubbi sulle possibilità (capacità, dico io) di Bersani. Bersani e la vecchia classe politica del PD ha sbagliato tutto per quell’esagerato senso di attaccamento alle poltrone dorate e al potere. Oltre a questo, credo, che il PD non abbia voluto rischiare che il “nuovo” che avanza avesse potuto scoprire “altarini” pericolosi per un gruppo che da troppo tempo ha “lavorato” per i propri interessi e non certo per un paese in difficoltà.

IlPrisco

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