Amina Tyler…Riappare

AMINA-FEMENAmina Tyler, dopo lunghi giorni di silenzio, di omertà, paure e notizie incontrollate, è riapparsa. Riappare al microfono e alla telecamera di “Effet Papillon”,un programma di Canal +. Il viso provato e struccato, triste, così come la sua condizione di giovane donna tunisina che ha “sfidato” le “regole” di un mondo scellerato, fanatico e maschilista, impone. Nascosta come un latitante in una località segreta a circa tre ore d’auto da Tunisi (ciò è quello che si è voluto far credere) presso alcuni parenti, libera di non uscire dall’abitazione-rifugio per non rischiare di essere riconosciuta, senza contatti con il mondo esterno, senza telefono ed internet, senza poter frequentare il liceo… senza la sua vita a cui ha diritto sin dal momento della sua nascita.

Tunisie-la-Femen-Amina-apparait-dans-un-reportage_mode_uneHa paura! Ha ragione d’averne. Hanno paura i suoi famigliari! Hanno ragione ad averne. L’intera Tunisia ne ha ed ha ragione ad averne.

Barbuti idioti e frustrati sessualmente, spesso impotenti dediti all’autosodomia (è tutto ciò che possono permettersi e tutto ciò che troverete nelle loro farneticanti ed assurde “omelie” -non ultima quella di un loro “famoso sceicco” che raccontava giurando e spergiurando di un “fedele” che a seguito dell’introduzione nel suo stesso ano di un tipo di erba dal gusto molto amaro e che un tempo serviva per la pulizia dei denti, quest’ultimo adepto, è rimasto gravido e che dopo una gestazione di nove mesi ha espulso un ratto dall’ano. -Questo per raccontarvi della loro pazzia e frustrazione. Potrete trovare il video in rete e se conoscete l’arabo comprenderlo), adepti alla più scellerata dottrina Wahabita, che il mondo civile sta conoscendo grazie al permissivismo del petrolio e degli stessi USA, che pur di poter meglio beneficiare delle enormi ricchezze del Qatar, permettono, sarebbe meglio dire agevolano, la follia dell’Emiro Hamad bin Khalifa Al Thani ad intrufolarsi, a suon di petrodollari, in tutti gli stati in cui la primavera araba ha fallito o è stata indotta -consiglio la lettura di questo post: http://wp.me/p3eVqW-8DImmagine

Ma torniamo ad Amina. Quale futuro ha e potrà avere questa giovane donna tunisina? Lei che aborra tutto ciò che è legato al maschilismo ossessivo della stupida cultura retrograda degli uomini tunisini e che è alimentata da questa ventata dal sapore marcio e fetido del Wahabismo?

Non sono infondate le minacce dei salafisti, spronati dagli anatemi di uno dei loro “guru” che ha lanciato una “fatwa” contro la ragazza:”Trovatela, fustigatela e lapidatela”, ha sentenziato dall’alto della sua arrogante idiozia malata. Tanto meno sono ingiustificate le paure di Amina e dei suoi famigliari che sanno di quanto e cosa sono capaci i molteplici gruppi di salafisti che liberamente circolano per le strade delle città grandi e piccole della Tunisia, pagati dai petrodollari Qatariani e spalleggiati dalla compiacente e di stessa estrazione politica, attuale maggioranza al governo.

La speranza per Amina e per tutte coloro che soffrono tale continua violazione dei loro diritti fondamentali di libertà e giornalmente vengono “violentate” dalla barbarie delle menti ottuse degli uomini tra i più idioti e fanatici della Terra, loro unica speranza è continuare ad essere al centro dell’attenzione mondiale e protette dall’interesse della pubblica opinione… abbandonarle significare decretare la loro morte ed essere complici ti tale atto.

IlPrisco

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Amina Tyler, tunisina, rischia fustigazione e lapidazione. Amina Tyler, Tunisie, risque la flagellation et la lapidation.

Amina Tyler, diciannovenne, appartenente al gruppo attivista “Femen” sembra essere scomparsa nel nulla. <Fustigatela e lapidatela>. Tanto ha esortato la fanatica e delirante follia dell’Imam Adel Almi ai suoi scellerati adepti. 
Adel Almi
 Dov’è Amina? Se lo chiedono le attiviste Femen francesi, a cui la Tyler aveva aderito, guadagnandosi il “titolo” di “prima Femen Tunisina”. Sul web si rinnovano copiosi appelli ed immagini di attiviste dalle più disparate parti del mondo, tutte rigorosamente a seno nudo. La famiglia sostiene, con grande vergogna, lavata dall’ipocrita sensazione di liberazione dall’onta, di non sapere dov’è la figlia perché l’avrebbe disconosciuta. “Sussurri” di una zia della ragazza conducono ad un asilo psichiatrico di Bardo (Tunisi), dove Amina potrebbe essere stata rinchiusa.

Chi è Amina Tyler e cosa ha fatto per meritare tanta rischiosa “notorietà”?Amina

Studentessa diciannovenne che, come tantissime altre alla sua giovane età, ha un account Facebook. Qui segue innocentemente ed in maniera interessata le gesta delle attiviste Femen, autrici di diverse proteste non violente in diversi luoghi d’importante rilevanza sociale (protestano in piazza S.Pietro a Città del Vaticano durante una funzione di Benedetto XVI, nel seggio elettorale a Milano durante il voto di Berlusconi), proteste orientate sempre a sostegno dei diritti delle donne nel mondo. Amina soffre la situazione delle donne arabe ed in particolar modo, in questo frangente islamista del Paese, delle donne tunisine che vedono giorno per giorno il sublimarsi dei diritti ottenuti, qualche decennio addietro, dall’illuminato Bourguiba. Amina aderisce alle Femen francesi e un bel giorno pubblica sulla sua pagina facebook delle sue foto a seno nudo e su petto e addome scrive chiaramente in arabo:<Il mio corpo mi appartiene e non è di nessuno> e in inglese:<Fottetevi la vostra morale>. Ben presto il coraggio della giovane viene calpestato dall’ottusa violenza verbale dei fanaticofarneticanti salafisti tunisini che tra una minaccia di morte e l’altra riescono a forzare il suo account facebook e porre sui seni nudi della ragazza scritture inneggianti alla loro stolta dottrina. Il caso esplode violento e la Amina 2famiglia, spinta da miope stupidità sociale, disconosce la figlia e, a quanto denunciano le Femen francesi e spagnole, fa internare in un ospedale psichiatrico della capitale tunisina. Le minacce degli islamisti si susseguono insistenti e a supportare ed attizzare l’idiozia dei “barbuti”, che credono di detenere la “giustizia divina nel mondo e sugli uomini”, arriva un Imam, anch’egli talmente frustrato nella mente e nel corpo, per non poter  vedere la punta del suo pisello, perchè di questo si tratta nella maggior parte dei casi (Abbiate la pazienza di leggere questo articolo, tratto da Vanity Fair.it e comprenderete la frustrazione sessuale di questi “uomini”: http://wp.me/p3eVqW-8L ), un certo: Adel Almi. Quest’ultimo fanatico professante della sharia più radicale, libero, purtroppo, di “scoreggiare”, attraverso la sua fetida bocca, anatemi ed appioppare punizioni divine e promesse d’eternità infernali, a destra e a manca, richiama gli idioti proseliti a trovare, fustigare e lapidare Amina.

Detto ciò mi chiedo, sono sicuro che tutti voi che mi leggerete, vi chiederete: “cos’ha fato di male Amina per meritare tale destino?”

La risposta è semplice: Ha semplicemente espresso il suo disagio di donna protestando pacificamente. Nulla di più!

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