Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?

Sarà Enrico Letta il salvacondotto di Silvio Berlusconi ed il sigillo dell’inciucio PD-PDL-Mario Monti?.

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SUICIDI DI STATO

SUICIDI DI STATO.

Risposta di Rodotà ad Eugenio Scalfari

Caro direttore,
non è mia abitudine replicare a chi critica le mie scelte o quel che scrivo. Ma l’articolo di ieri di Eugenio Scalfari esige alcune precisazioni, per ristabilire la verità dei fatti.

E, soprattutto, per cogliere il senso di quel che è accaduto negli ultimi giorni. Si irride alla mia sottolineatura del fatto che nessuno del Pd mi abbia cercato in occasione della candidatura alla presidenza della Repubblica (non ho parlato di amici che, insieme a tanti altri, mi stanno sommergendo con migliaia di messaggi). E allora: perché avrebbe dovuto chiamarmi Bersani? Per la stessa ragione per cui, con grande sensibilità, mi ha chiamato dal Mali Romano Prodi, al quale voglio qui confermare tutta la mia stima. Quando si determinano conflitti personali o politici all’interno del suo mondo, un vero dirigente politico non scappa, non dice «non c’è problema », non gira la testa dall’altra parte. Affronta il problema, altrimenti è lui a venir travolto dalla sua inconsapevolezza o pavidità. E sappiamo com’è andata concretamente a finire.

La mia candidatura era inaccettabile perché proposta da Grillo? E allora bisogna parlare seriamente di molte cose, che qui posso solo accennare. È infantile, in primo luogo, adottare questo criterio, che denota in un partito l’esistenza di un soggetto fragile, insicuro, timoroso di perdere una identità peraltro mai conquistata. Nella drammatica giornata seguita all’assassinio di Giovanni Falcone, l’esigenza di una risposta istituzionale rapida chiedeva l’immediata elezione del presidente della Repubblica, che si trascinava da una quindicina di votazioni. Di fronte alla candidatura di Oscar Luigi Scalfaro, più d’uno nel Pds osservava che non si poteva votare il candidato “imposto da Pannella”. Mi adoperai con successo, insieme ad altri, per mostrare l’infantilismo politico di quella reazione, sì che poi il Pds votò compatto e senza esitazioni, contribuendo a legittimare sé e il Parlamento di fronte al Paese.
Incostituzionale il Movimento 5Stelle? Ma, se vogliamo fare l’esame del sangue di costituziona-lità, dobbiamo partire dai partiti che saranno nell’imminente governo o maggioranza. Che dire della Lega, con le minacce di secessione, di valligiani armati, di usi impropri della bandiera, con il rifiuto della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, con le sue concrete politiche razziste e omofobe? È folklore o agire in sé incostituzionale? E tutto quello che ha documentato Repubblica nel corso di tanti anni sull’intrinseca e istituzionale incostituzionalità dell’agire dei diversi partiti berlusconiani? Di chi è la responsabilità del nostro andare a votare con una legge elettorale viziata di incostituzionalità, come ci ha appena ricordato lo stesso presidente della Corte costituzionale? Le dichiarazioni di appartenenti al Movimento 5Stelle non si sono mai tradotte in atti che possano essere ritenuti incostituzionali, e il loro essere nel luogo costituzionale per eccellenza, il Parlamento, e il confronto e la dialettica che ciò comporta, dovrebbero essere da tutti considerati con serietà nella ardua fase di transizione politica e istituzionale che stiamo vivendo.

Peraltro, una analisi seria del modo in cui si è arrivati alla mia candidatura, che poteva essere anche quella di Gustavo Zagrebelsky o di Gian Carlo Caselli o di Emma Bonino o di Romano Prodi, smentisce la tesi di una candidatura studiata a tavolino e usata strumentalmente da Grillo, se appena si ha nozione dell’iter che l’ha preceduta e del fatto che da mesi, e non soltanto in rete, vi erano appelli per una mia candidatura. Piuttosto ci si dovrebbe chiedere come mai persone storicamente appartenenti all’area della sinistra italiana siano state snobbate dall’ultima sua incarnazione e abbiano, invece, sollecitato l’attenzione del Movimento 5Stelle. L’analisi politica dovrebbe essere sempre questa, lontana da malumori o anatemi.

Aggiungo che proprio questa vicenda ha smentito l’immagine di un Movimento tutto autoreferenziale, arroccato. Ha pubblicamente e ripetutamente dichiarato che non ero il candidato del Movimento, ma una personalità (bontà loro) nella quale si riconoscevano per la sua vita e la sua storia, mostrando così di voler aprire un dialogo con una società più larga. La prova è nel fatto che, con sempre maggiore chiarezza, i responsabili parlamentari e lo stesso Grillo hanno esplicitamente detto che la mia elezione li avrebbe resi pienamente disponibili per un via libera a un governo. Questo fatto politico, nuovo rispetto alle posizioni di qualche settimana fa, è stato ignorato, perché disturbava la strategia rovinosa, per sé e per la democrazia italiana, scelta dal Pd. E ora, libero della mia ingombrante presenza, forse il Pd dovrebbe seriamente interrogarsi su che cosa sia successo in questi giorni nella società italiana, senza giustificare la sua distrazione con l’alibi del Movimento 5Stelle e con il fantasma della Rete.

Non contesto il diritto di Scalfari di dire che mai avrebbe pensato a me di fronte a Napolitano. Forse poteva dirlo in modo meno sprezzante. E può darsi che, scrivendo di non trovare alcun altro nome al posto di Napolitano, non abbia considerato che, così facendo, poneva una pietra tombale sull’intero Pd, ritenuto incapace di esprimere qualsiasi nome per la presidenza della Repubblica.

Per conto mio, rimango quello che sono stato, sono e cercherò di rimanere: un uomo della sinistra italiana, che ha sempre voluto lavorare per essa, convinto che la cultura politica della sinistra debba essere proiettata verso il futuro. E alla politica continuerò a guardare come allo strumento che deve tramutare le traversie in opportunità.

Attrice porno a capo dell’ufficio stampa dell’INGV: “sono stata raccomandata da un politico”

Dopo la nomina di un professore di ginnastica a direttore generale, ora si scopre che il capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Sonia Topazio, è un ex attrice erotica ‘raccomandata‘ da un politico, come ha raccontato lei stessa ad alcuni giornali, diventata famosa per il cortometraggio “Benedetta Trasgressione”, all’interno film erotico Corti circuiti erotici Vol. 2 di Tinto Brass (la foto è tratta dal film).

Alla faccia dei 400 precari dell’ INGV che attendono da anni un contratto, lei ammette candidamente di essere raccomandata, tanto in Italia nessuno si scandalizza più e tutti rispondono che “è normale” e “così fan tutti” (ma silenzio o rassegnazione è sinonimo di complicità) a differenza della Germania dove una tale dichiarazionerappresenterebbe un’autodenuncia da galera.
Pretende di sapere chi ha divulgato la notizia: “Vi dico il nome del politico che mi ha raccomandata se mi dite chi sono i precari che tentano di ancora di screditarmi tirando fuori il mio passato osé. La loro è solo invidia, ma non sono diversi, sono messi lì dai baroni universitari. La differenza è che io ho un grande passato e posso riciclarmi, loro fuori dall’istituto non contano un cazzo”.
Vagli a spiegare che la cosa scandalosa di tutto questo non è la presenza di scienziati in un istituto di geofisica e vulcanologia ma il problema è che solitamente non ci sono la attrici hard a tenere d’occhio i terremoti.
 (Italy Leaks)
Fonte: http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/06/senza-vergogna-attrice-porno-capo.html

Ruba un pezzo di formaggio per sfamare i figli… “ARRESTATA”.

mammaIl suo nome è Angela, è una donna una 51enne disoccupata, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed Angela si è trovata senza soldi e lavoro.

Angela per sfamare i suoi 2 bambini non ha resistito, una volta entrata all’interno del supermercato, ha fatto il giro dei reparti, poi giunta a quello dei “freschi” s’è ritrovata di fronte ad una forma di formaggio. Non ha resistito e l’ha presa. Ma Angela è stata notata. La donna è uscita dal market, nel frattempo sono stati avvertiti i carabinieri, che notandola l’hanno fermata, recuperando anche il formaggio dal valore di € 4,78 centesimi, poi restituito al titolare del market.

Portata alla Stazione dei carabinieri di Montemiletto, Angela confessa le sue colpe: “É la prima volta, credetemi, non sono un ladra ma sono senza lavoro e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare, mi vergogno molto“.

(La Voce Critica)

http://www.lavocecritica.com/ruba-un-pezzo-di-formaggio-per-sfamare-i-figli-arrestata/

Blog & “Blogghisti”

Da tempo ormai siamo abituati ad acquistare i quotidiani in funzione dei nostri orientamenti politici e non perché questo o quel giornale è più o meno serio o perché scrive con coscienza professionale. La nostra mentalità italica ci impone di leggere chi ci sta simpatico e scrive ciò che vogliamo sentirci dire… da qui la colpa dell’estendersi delle testate prezzolate dai partiti. Ma, in qualità di italiani soggetti alle mode planetarie, stanchi di tale continuo bombardamento mediatico della “carta straccia” che giorno per giorno tenta di orientarci in direzioni ben precise scelte a tavolino da leader politici senza scrupoli, abbiamo “aderito” al fenomeno virtuale dei Blog. Mille e mille Blog sono spuntati come funghi sul web nel giro di pochi anni. Molti parlano di frivolezze, altri di auto, moto, cucina, consigliano cure omeopatiche e rimedi della nonna… poco male, forse attingono, anche loro, alla saggezza popolare e alle tradizioni oppure alla “brezze modaiole” degli USA o francesi. Nel web però non ci sono solo i Blog “frivoli”, non me ne vogliano tali menzionati, non intendo certo poco seri o non attendibili, non tutti almeno, ma internet pullula di blog che scrivono di politica, si improvvisano giornalisti (a volte sono solo giornalai… è facile il taglia/incolla con la semplice sostituzione del logo e della firma), critici d’arte, finanziari, economici e chi più ne ha trovati più ne aggiunga alla lista. L’utente virtuale naviga in un mare di blog che “orientano”, criticano, parlano bene o male del personaggio di turno, diffondono notizie vere o spudoratamente false, lavorate ad arte per far si che l’opinione del “popolino” non avvezzo agli squali del web, ci caschi con tutte le scarpe e con i sei neuroni disponibili.

In questo mare virtuale popolato di giusti, informatori ed informati, prezzolati e liberi, costruttivi e distruttivi, di parte e non, restare a galla è veramente difficile. Tutti indistintamente “estendono” le loro idee personalissime o dettate dai partiti (siamo in presenza, in questo caso di Scriba”), su social network e sopratutto su Twitter, mezzo decisamente più immediato ed aperto rispetto ad altri. Avvertenza per i “naviganti”: non azzardatevi a contraddire gli “Scriba” o a esprimere la vostra personalissima opinione; in tale caso sareste attaccati, nella migliore delle ipotesi, con insulti che tirano in ballo la vostra incolmabile ignoranza, fino ad arrivare ai malauguri per una vita senza lavoro, senza salute e sicuramente infelice! Siete avvisati!

Il fatto sta nell’impossibilità degli “Scriba”, o come mi piace chiamarli “Blogghisti” ad accettare che qualsiasi essere pensante possa non accettare ciò che loro pensano o meglio ciò che a loro è imposto. Non hanno capacità di logica razionalità, il loro “istinto” spinge la loro lingua, ma è più giusto dire “tastiera”, solo ed esclusivamente in una direzione: quella delle loro idee e sopratutto verso quella dei loro padroni. Questi “Scriba” un tempo erano veramente dei liberi pensatori ed abili critici ma, a causa della loro stessa “fortuna” professionale, sono stati catturati dalla grande “rete” del denaro che in questi casi assume diversi colori, dal nero più intenso al rosso più acceso, ma è buono come quello che quasi tutti gli italiani guadagnano con tanto sudore ed onestà.

Esiste un’altra categoria di “Blogghisti”, quella dei “Demolitori”.

I ” Demolitori sono i “Blogghisti” che vanno contro tutto e tutti, vorrei fare un paio di esempi: se in Italia tutto marcia nella direzione della corrente fangosa della politica peggiore, loro azzannano chiunque esca dal seminato, se nel Belpaese succede qualcosa di nuovo che spinge gli italiani verso una innovazione politica, loro, a suon di martellate mediatiche infangano fino al punto di convincere i titubanti che non è “cosa buona e giusta” e, vi garantisco, lo fanno con tale arroganza da mettervi a disagio verso le vostre personali convinzioni, ferendo le vostre idee di vita e se non basta, arrivano ad offendervi. Demoliscono criticando indistintamente ciò che è buono oppure no, non ha importanza, criticano distruttivamente ogni iniziativa collettiva che non sia sul piano delle loro limitate concezioni, senza porre un minimo di analisi e, chiaramente senza indicare un perchè; si limitano solo a dire che sei ignorante e che meriti il disagio che stai subendo. Cosa si deve dedurre da ciò? Io credo che la loro miopia di pensiero sia talmente accesa da impedire al loro intelletto di metabolizzare ciò che passa sotto i loro stessi occhi. Ovviamente questo è il mio personalissimo pensiero che, come sempre in un Paese libero e Democratico, sarà soggetto a critiche, soprattutto da parte di chi si sente “ferito” dalla verità dei fatti.

Ovviamente è anche giusto, da parte mia, elogiare l’ottimo lavoro di tantissimi giornalisti che, non graditi dalle testate prezzolate (quasi tutte quelle a tiratura nazionale), hanno deciso di riportare le loro idee, considerazioni, notizie su blog assolutamente liberi e privi di stupidi preconcetti e manipolazioni o su giornali liberi dalle influenze dei palazzi di Roma. Loro diffondono notizie giuste e veritiere, le analizzano in maniera professionale e professionalmente lasciano al lettore la sua personale interpretazione. Merito a questi Blogger!

Dunque, italiani naviganti del web, non rischiate di urtare la sensibilità dei “Blogghisti” o Scriba, già ferita dalla loro stessa ipocrisia, non esponete pubblicamente ciò che pensate, fareste tornare nelle loro menti che un tempo avevano una coscienza propria ed erano liberi!

A cosa si vorrà mai riferire la signora Petra Reski? Non vorrà dire che i giornali italiani non sono serie testate come le altre europee?

“Mi sembrano tutti impazziti qui in Italia: La mia intervista per “Focus” non è ancora uscita e già viene citato Beppe Grillo con cose che non ha detto. Questa tecnica mi ricorda un po’ quel gioco da bambini, in tedesco si chiama “Stille Post”, giocare a passaparola. Sul sito di Focus è stato pubblicato un riassunto della mia intervista, e questo riassunto viene non tradotto, ma distorto, in una conclusione che ho appena letto sul sito della Repubblica: “Grillo: “Si al governissimo” e poi: Grillo: “Ok a governo Pd-Pdl, per legge elettorale e tagli””. Ma è una falsità! Sul sito di Focus non è scritto questo. E’ scritto: “Grillo non vuole fare una coalizione ne con Pier Luigi Bersani, ne con Silvio Berlusconi: “Se PD e PDL dicessero: “Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, massimo due legislature e vanno fuori tutti quelli che hanno più di due legislature”, così noi appoggiamo qualsiasi governo” diceva Grillo a Focus, e aggiungeva: “Ma non lo faranno mai. Loro bluffano per guadagnare tempo.”‘”. Per essere sicura di non averti citato in maniera sbagliata ho controllato di nuovo la trascrizione originale dell’intervista: “Se PD e PDL dicessero: “Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, due legislature andiamo fuori tutti quelli che abbiamo più di due legislature”, cosi noi appoggiamo qualsiasi governo, ma scherzi. Non faranno mai queste cose. Loro bluffano, hanno bisogno del tempo, ma non faranno mai queste cose.”. Sul sito di Focus si legge esattamente questo. Insomma. Follia pura. Normalmente, alla fine del gioco di passaparola, si ride. Ma non mi viene da ridere di fronte ad un uso così scorretto della mia intervista.” Petra Reski

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Un Pensiero ai tanti...troppi imprenditori vittime dell'apatia dello Stato! - Scrivo cazzate che mi girano per la testa, ripropongo ciò che credo sia interessante!

Paolo Pieralice

"La democrazia è il potere di un popolo informato" cit Alexis de Tocqueville

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La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.

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